Antonio Volpini

Antonio Volpini


«Studioso e collezionista di viabilità antica, carte geografiche, documenti e oggetti di antichi viaggiatori.»

Utente dal
9/12/2014


Totale commenti
4

  • Sulle tracce del Tintoretto:
    le guide turistiche dell’Ottocento
    confermano la tesi di Sgarbi

    1 - Lug 11, 2016 - 19:06 Vai al commento »
    Riporto per esteso la trascrizione tratta da "Dell'itinerario d'Italia e sue più notabili curiosità - Ancona Arcangelo Sartori 1832. Naturalmente la guida è in un italiano un po arcaico ma nel complesso sicuramente comprensibile. comprensibile. “nella Madonna delle Vergini : chiesa posta fuori della città e sorta, meno che nella facciata, con un disegno, dicono, di Bramante Sendo per lo meno la d. chiesa una delle migliori della provincia (tanto è ariosa, soda e ben disposta) il viaggiatore dovrà vederla. E avendo curiosità a risapere l'autor dei Freschi, che scopriravvi alla cappella principale, sappia esser tutti di Cesare e Vincenzo Conti d’Ancona(*) Un S.Francesco riguardante alla Vergine in gloria , posto altrove , additarvisi qual parto con altre cose attorno del pennello di Giuseppe Bastiani una e miracolosa immagine della N. donna, come opera della mano di Lorenzo padre di Bartolomeo e Pompeo, Pittori : un Presepio , come pittura di L. Bassano una B. Vergine tenuta in mezzo de due Santi con sotto S. Alberto ginocchioni fra due garzonetti, qual dipintura di Fel. Damiani e una tavola a fronte con Maria in cielo e al basso S. Nicola e S. Girolamo, come fatica (già indicata) dal Gasparini”. (*) Vedi ivi. Il Buglione veramente (pag. 159’) nomina solo il primo. (' ". Vedi pure il pad. Vigo, (-f) Vedi ivi ed il Lanzi, il pad. Vigo l'ascrive al Tintoretto, ma ad altri pare più presto di chi s'accennò. Il d. padre ce ne tacque la mano, ma vedi ac.123 dell'altrove lodate Operette di belle Arti del mar. cav. Ricci, Di que¬sta e di altra (ma ritocca) nominata di sopra, vedi il Lanzi, e in ispeicie le pronunziate Operette ac. 51. Detto Lanzi scrive, che per le Vergini di Macerata facesse qualche opera anche Gio. Gioseffo dal Sole, ma per avventura colse abbaglio.
  • Pink Floyd e il mistero della mappa
    Il cartografo: “Non l’hanno scelta a caso,
    vi dico perché”

    2 - Dic 12, 2014 - 14:43 Vai al commento »
    Dalle ultime notizie ricevute dal signor Augusto Andreoli, apprendo che si sarebbe trattata di una immagine, forse tratta da un libro, o forse una vera fotografia, poco importa, certo è che una immagine come quella sarebbe molto difficile da trovare in un testo che tratta carte geografiche antiche, per cui potrebbe per assurdo essersi trattato, se di libro stiamo parlando, di un testo che poteva parlare di qualsiasi argomento che nulla poteva avere a che fare con le carte geografiche. Una carta geografica con un compasso antico appoggiato sopra e un secondo foglio al di sotto della carta in primo piano, ripiegato, sa molto di immagine "costruita" questo per dire che uno studio grafico come quello avrebbe potuto certamente fare ciò che voleva, quindi anche prendere una immagine da un libro riprodurla e poi metterci sopra un compasso antico. Intendo dire che una immagine come questa è difficile trovarla pari pari in un testo. Quello che importa è che alla fine abbiamo tutti torto o tutti ragione, nessuna prova concreta è stata portata da ciascuno di noi, solo ipotesi, tutte, credo, assolutamente valide e convincenti, che si tratti di una mappa appesa a una parte, come dice Aubrey Powell o di un libro di cui non sapremo mai il titolo come dice Rob O'Connor, o qualcosa di studiato e voluto come sperano,tanti marchigiani, resta il fatto che in un CD di enorme diffusione c'è un'immagine a mio avviso "costruita ad arte" dove spiccano in maniera inequivocabile i nostri territori. La mia curiosità di collezionista e studioso mi ha portato ad approfondire, e a cercare di dare un volto all'autore e un'immagine più definita di questa mappa, la parte più interessante di chi si occupa come me di cartografia antica da tanti anni è proprio quest'ultimo aspetto, lo studio e la ricerca di ciò che ci sfugge e la ragionevole certezza o l'illusione di trovare prima o poi una spiegazione.
    3 - Dic 10, 2014 - 20:18 Vai al commento »
    Come spesso accade la verità sta nel mezzo. Vorrei tornare sull’argomento per chiarire che non c’è nessuna verità da nascondere, ma semplicemente dopo due giorni di dibattiti scopriamo la verità dai diretti interessati, scopriamo soprattutto che non si tratta di una immagine presa da un libro, ma di una “vera” carta appesa a una parete, a cui il sottoscritto osservandone una piccola porzione ha cercato di dare un’identità, come studioso mi interessa sapere qualcosa di più su questa carta che ora sappiamo non essere semplicemente una immagine di un libro come si era detto, ma una carta, per noi collezionisti e studiosi di difficile reperibilità, probabilmente dello Stato Pontificio e quindi preunitaria, che si trovava in uno studio londinese. Una carta dello Stato Pontificio piuttosto che una veduta ottocentesca di Londra o una carta del Regno Unito come sarebbe stato più logico ipotizzare, queste si di facile reperibilità nei mercati antiquari inglesi, una coincidenza? Se l’ha detto Aubrey Powell non ci sono dubbi si tratta di pura coincidenza la scelta di inserirla nel CD, certamente è una coincidenza anche il fatto che una carta dei nostri territori si trovasse in quello studio, ma sarebbe tremendamente interessante per uno studioso come me conoscere il percorso che l’ha condotta fin li, ovviamente anche nei mercati inglesi è possibile trovare carte dei nostri territori, ma credo che ai marchigiani più curiosi interesserebbe sapere perché tra tante, qualcuno che per motivi di lavoro è vicino ai Pink Floyd, anni addietro, ha deciso di acquistare una carta che raffigurava i territori italiani. Chi studia come me la cartografia antica sa bene che non c’è nulla di scontato quando si osserva e si studia una carta antica. In passato non esistendo il “diritto d’autore” si potevano tranquillamente riproporre le cose degli altri, l’unico modo per tutelarsi fin dal 1500 per i cartografi, era quello di ottenere un “ privilegio”, dallo stato a cui si apparteneva o da un personaggio di rango influente, tuttavia spesso questo non bastava, per cui se uno riteneva che il lavoro di un altro era interessante veniva riproposto senza nessuna autorizzazione, per cui un cartografo italiano poteva benissimo riprodurre una carta di autore francese senza cambiare una virgola, questo perché anche nel 1800 le tecniche di stampa erano molto complesse e costose, bisognava procurarsi un buon incisore che fosse in grado di incidere su una matrice metallica ( dal 1500 fino alla fine del 1700, in rame e successivamente in acciaio) ,il lavoro era molto lungo e soprattutto costoso, ma sulle “tecniche di stampa” vi rimando a un bellissimo articolo di Wikipedia. Questo per dire che se una carta geografica riporta un toponimo in francese, non vuol dire che sia stata realizzata in Francia o da un francese, ci sono molti altri elementi da prendere in considerazione, come ad esempio la rete stradale, che veniva proposta dai cartografi francesi dell’epoca in maniera piuttosto sommaria, come in questa carta, inoltre ho notato che a sud della nostra regione i segni geografici si interrompono bruscamente, segno che il cartografo ha voluto evidenziare solamente i nostri territori, la deduzione che si tratti di una carta dello Stato Pontificio piuttosto che una carta delle Marche, deriva dal fatto che c’è un altro “pezzo” di carta ripiegato che sporge al di sotto di quella che vediamo, quindi si tratta di una carta che abbraccia un territorio più grande. Sarebbe interessante sapere, dal signor Aubrey Powell, caso mai ne fosse a conoscenza, qualcosa in più sulla storia di questa carta, ma probabilmente avrà altro a cui pensare. Grazie per l’attenzione
    4 - Dic 9, 2014 - 17:37 Vai al commento »
    Gentile Sig. Augusto Andreoli La ringrazio per la precisazione, come collezionista e studioso di cartografia antica, possiedo circa un migliaio di volumi a "tema", dove come minimo sono contenute almeno qualche decina di migliaia di immagini di carte geografiche di tutto il mondo, come marchigiano, mi piace pensare che di fronte a migliaia di opportunità, una mano invisibile abbia guidato quella di colui che alla fine ha fatto questa scelta, per noi certamente gradita. In redazione si è pensato con la giornalista Marina Verdenelli, all'ipotesi di una "elaborazione grafica" della mappa e del compasso appoggiato si di essa, a noi è sembrata una costruzione ad hoc, appunto voluta, tuttavia nulla cambia sulle informazioni relative alla mappa raffigurata, magari potrebbe essere per la stessa band una notizia in più, comunque resta per noi marchigiani la meravigliosa sorpresa di vedere, una carta dell'Italia, o meglio una carta delle Marche, o meglio ancora una carta del maceratese e del fermano su un album che come dicono sarà stampato in milioni di copie. Un grazie sincero per il suo contributo Antonio Volpini
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