Ambra Ruggeri


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27/8/2012


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  • Nuovo appello di Bruni a Pezzanesi: “La ciclabile non va smantellata!”

    1 - Ago 27, 2012 - 13:38 Vai al commento »
    quello che dispiace da giovane e da cittadina è vedere come un progetto meritevole come quello di "mobilità sostenibile" venga trattato come un "regolamento di conti". In questo dibattito assurdo e delirante vengono definite "impattanti" bici/piste ciclabili e non le AUTO. In questo caos e in assenza di una riflessione costruttiva, senza nemmeno aver prodotto del materiale, uno straccio di report, nessuna analisi, si prendono decisioni sulla scia delle "grida del popolo" (lo stesso popolo che grida perchè ha fame e trova nella pista una valvola di sfogo, anche perchè "imbeccato" politicamente da chi ci dovrebbe amministrare nel nome del "bene comune, del buono governo e nel rispetto delle future generazioni"). Sono assolutamente delusa da come, sia la passata amministrazione (rea di non aver creduto nel progetto fino in fondo) sia la nuova, abbiano gestito e si continui a gestire l'intera faccenda. Risentimento, assenza di lucidità e regolamento di conti. Questo è il contesto in cui il dibattito si sta muovendo. Una diatriba mediatica che ricorda la “commedia all'italiana” caciarona. Come sempre a rimetterci è l’elettore, il cittadino che più che essere invogliato ad un approfondimento, gode voyeristicamente e con un certo piacere di questo contesto. E’ questo forse il modo giusto e corretto di prendere delle decisioni così importanti per la città e le generazioni future? Con questi toni cosa si provoca se non confusione e un degradante abbassamento del livello del dibattito e della politica?Allora forse è giusto e utile ricordare che esistono tecniche costruttive di gestione del conflitto, tecniche che se applicate aiuterebbero non solo a non cadere nel litigio ma anche a fornire agli elettori degli elementi in più per farsi un’idea su da che parte stare veramente. Criticare in modo costruttivo (come suggerisce il signor Seghetti qualche commento sopra) analizzando i fatti, dividere le persone dal problema, non serve a nulla montare show come quello che si è consumato alla scuola Lucatelli prima delle ferie, quando abbiamo problemi seri su cui poterci/doverci concentrare dando le nostre soluzioni. I giudizi pressapochisti, a volte conditi di insulti, possono far ridere ma evitano l’analisi e il confronto tramite la valutazione dei fatti. I confronti negativi e svalutanti portano solo al rifiuto delle responsabilità ( di tutti politici e cittadini). Con questi toni non possiamo aspettarci risposte propositive o esiti postivi. Un confronto diverso eviterebbe all’elettorato e ai cittadini di subire litigi volgari e confusi che producono solo reazioni di difesa, resistenza e rifiuto in un momento in cui siamo in crisi in modo allarmante e dove il cambiamento è necessario. Gestire le cose in questo modo e fare resistenza cieca e sorda non è produttivo per nessuno. Spendere per “smantellare” è un principio assurdo, soprattutto se in tutta Italia e in Europa si stanno portando avanti progetti di piste ciclabili e mobilità sostenibile. La ragione suggerisce di utilizzare quei soldi per perfezionare e andare avanti con un progetto di cui Tolentino è capofila, quindi esempio per gli altri comuni. 
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