
(Foto d’archivio)
Anche l’Ast di Macerata, per bocca del direttore del Servizio veterinario sanità Animale Alberto Tibaldi, fa chiarezza, per quanto di sua competenza, sul caso della morte di un lupo catturato a Recanati denunciata dalle associazioni ambientaliste. Stamattina era intervenuta la direttrice dell’ospedale veterinario di Matelica Angela Palumbo Piccionello, rimarcando il fatto che la struttura abbia tutte le competenze per affrontare un caso del genere.
«L’8 febbraio, alle 9,30 circa, è pervenuta una chiamata telefonica al numero delle emergenze/urgenze da parte di un privato cittadino che ha segnalato e richiesto l’intervento perché preoccupato per la tutela della propria incolumità e della famiglia a causa della presenza di un lupo nella corte della propria abitazione a Recanati – spiega Tibaldi – il personale del Servizio veterinario ha attivato l’intervento tempestivo per il recupero dell’animale e giunto sul posto ha accertato che si trattava di un lupo, quindi ha subito chiamato il numero di riferimento locale del Cras, inviando contestualmente anche le foto dell’animale rilevato sui luoghi. Valutata la situazione e considerata l’impossibilità degli operatori del Cras di intervenire immediatamente sul posto, si è proceduto al recupero del lupo e alla sua messa in sicurezza, in un box di isolamento, al canile sanitario di Civitanova a disposizione del Cras. L’animale è stato preso in carico alle 18 dello stesso giorno da un operatore del Cras, che ha provveduto alle successive fasi di gestione e cura».
Il recupero del lupo malato, quindi, sarebbe stato espletato in conformità alle procedure operative dell’Ast. «E’ doveroso precisare che tutto il personale dei Servizi veterinari è adeguatamente formato e competente per il corretto recupero e gestione in sicurezza di animali d’affezione e selvatici feriti o in stato di necessità – finisce Tibaldi – inoltre, è opportuno precisare che l’Ast di Macerata si avvale da diversi anni per le prestazioni specialistiche di secondo livello di una convenzione con l’Ovud, l’ospedale veterinario di Unicam, che è struttura di indiscussa competenza ed eccellenza nell’erogazione di prestazioni sanitarie di altissima specializzazione su animali recuperati incidentati e in stato di necessità. La procedura di recupero e gestione del lupo malato realizzata dal Servizio veterinario dell’Ast di Macerata testimonia la qualità dell’intervento effettuato e le competenze tecnico-scientifiche applicate nel caso specifico nel pieno rispetto della tutela della fauna selvatica protetta».
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Tutti bravi. Si è parlato di elevate competenze, alta professionalità, strutture specialistiche all’ avanguardia, ecc. ecc.
ma non mi pare si sia parlato della causa della morte dell’ animale che, tra l’altro è diretto partecipe e responsabile di un fenomeno che non è imputabile né ai lupi sempre più presenti, né ai cinghiali, ma alla mancanza di quella caratteristica essenziale che si chiama equilibrio in natura. E questo, i nostri amici animalisti e ambientalisti, dovrebbero saperne qualcosa invece di incaponirsi a far rispettare il divieto del taglio dei rovi nei nostri fossi e non preoccuparsi dei tronchi di alberi in mezzo ai fiumi e ruscelli che rappresentano un grave pericolo in caso di allagamenti.
“Fosse casa di quel veterinario degli anni ’80, quello col sidecar che faceva la pubblicità dell’amaro” si sarà detto il vecchio lupo malato sentendo che stava arrivando la sua ora.