
Una delle scorse edizioni del Capodanno cinese
Torna domani per la tredicesima edizione il Capodanno Cinese, organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università di Macerata in collaborazione con il Comune.
Il 2026 è di nuovo l’anno del cavallo, lo stesso segno zodiacale con cui nel 2014 prese avvio una festa allora quasi sperimentale, diventata oggi una tradizione consolidata, capace di coinvolgere migliaia di persone e di trasformare il centro storico in uno spazio di incontro tra culture. Nella cultura cinese il cavallo rappresenta dinamismo e apertura verso il futuro: qualità che si accordano con lo spirito della manifestazione, orientata al dialogo interculturale tra Italia e Cina nel segno di Padre Matteo Ricci.
Si comincia alle 15 quando il corteo attraverserà le vie del centro storico con la partecipazione dell’Accademia Arti Marziali Giuseppe Giosuè, della Compagnia dei Folli e con il benvenuto curato dal Liceo classico Giacomo Leopardi di Macerata. Durante il percorso ci saranno varie fermate per minispettacoli e performance.

Dalle 16.30 alle 20 piazza Mazzini si trasformerà in una città cinese, con uno spettacolo che racconterà la Cina nelle sue molteplici diversità, tra arti marziali, danza e performance e un gran finale a sorpresa. Non mancheranno stand con tipicità gastronomiche cinesi, in collaborazione con Itachi per l’area food, la cerimonia del tè con infusi e tisane tradizionali, laboratori di calligrafia, trucca bimbi e adulti, abiti tradizionali e lo stand di divinazione con i bastoncini cinesi, nota come Chi Pu. L’Accademia di lingua cinese delle Marche proporrà una sfilata dedicata alle diverse etnie della Cina, raccontandone colori, abiti tradizionali e identità culturali.
In contemporanea, all’InfoPoint di piazza della Libertà, si svolgeranno attività dedicate a famiglie e curiosi: il ludolaboratorio “Li Dadù de Li Madou” e, alle 17.30, la conferenza di Filippo Mignini con la presentazione del volume “Matteo Ricci. La famiglia, la casa, la città”, nel segno del legame storico tra Macerata e la Cina, incarnato dalla figura del grande gesuita maceratese. Alla Galleria Antichi Forni si potrà visitare la mostra “Opera, ombre, inchiostro”, un percorso tra calligrafia e opera tradizionale cinese e proiezioni di documentari realizzati nell’ambito del progetto internazionale “Looking China”, iniziativa che coinvolge giovani filmmaker di tutto il mondo nel raccontare la Cina contemporanea.
L'occhio del dragone ingrassa il cavallo
Ecco xche' in PIAZZA MAZZINI ci sono i gazebo
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