Altro che discarica:
in contrada Botonto-Cervare
una Zona di protezione speciale

MACERATA - Il Comune ha incaricato l'Associazione ornitologi marchigiani di curare l’istruttoria per la presentazione della proposta di riconoscimento per l'area, la stessa individuata tra quelle idonee ad ospitare il nuovo impianto provinciale. La vicesindaca Francesca D'Alessandro: «Uno dei paesaggi più suggestivi e integri del nostro territorio, vogliamo preservarlo»

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DAlessandro_ANCE_FF-6Il Comune di Macerata ha dato incarico, con una delibera approvata nel corso dell’ultima seduta di giunta, all’Associazione ornitologi marchigiani di curare l’istruttoria per la presentazione della proposta di riconoscimento di contrada Botonto-Cervare come Zona di protezione speciale (Zps), garantendo il necessario supporto tecnico-amministrativo per la predisposizione della documentazione da trasmettere alla Regione Marche.

Le Zone di protezione speciale sono aree naturali protette, istituite dall’Unione Europea con una direttiva del 2009, per garantire la conservazione degli uccelli selvatici, dei loro habitat e delle rotte migratorie. Una scelta, quella adottata dal Comune, che nasce dall’ascolto dei comitati del territorio e dal confronto con il mondo scientifico, supportata anche dalle evidenze raccolte sul campo dagli esperti ornitologi. Un’area, quella di contrada Botonto-Cervare, salita alla ribalta delle cronache nei mesi scorsi per essere stata individuata come una delle potenzialmente adatte ad ospitare la nuova discarica provinciale.

«Abbiamo scelto di stare dalla parte della tutela e della valorizzazione del nostro territorio. Le colline di Botonto-Cervare non sono un’area marginale: sono uno dei paesaggi più suggestivi e integri del nostro comune, un mosaico agricolo che custodisce un ecosistema ricco e delicato, sempre più raro nella fascia collinare marchigiana – spiega la vicesindaca Francesca D’Alessandro, promotrice della delibera – in quest’area sono state censite 55 specie di uccelli di alto interesse conservazionistico, tra cui la Coracias garrulus (Ghiandaia marina), la Lanius collurio (Averla piccola) e l’Emberiza hortulana (Ortolano). La loro presenza è il segno concreto di un equilibrio ambientale prezioso che abbiamo il dovere di proteggere. Proporre il riconoscimento come Zona di Protezione Speciale significa affermare con chiarezza quale idea di sviluppo vogliamo per Macerata: uno sviluppo che valorizza l’ambiente, che investe sulla qualità del paesaggio e che mette al centro la salute dei cittadini. È una scelta di responsabilità e di visione. Con la proposta di Zps alla Regione intendiamo tutelare in modo strutturale e duraturo un ambiente di straordinaria ricchezza ecologica. Difendere queste colline significa difendere il futuro della nostra comunità».



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