Juan Luca Sacchi: «Dagli auricolari al Var,
come è cambiato il mondo degli arbitri.
Il sogno? Una squadra di maceratesi in A»

INTERVISTA – Ad agosto l’inizio del raduno, a settembre la nascita del secondo figlio. Il fischietto di Macerata si racconta mentre si gode un po’ di mare a Porto Recanati con la moglie Caterina e la piccola Benedetta. Dall’esordio in quel Chievo-Atalanta del 24 maggio 2015 alla prossima stagione, la nona, nella massima serie. «Ho iniziato a fare l’arbitro dopo il liceo, all’inizio non era un ruolo che mi appassionava troppo, mi piaceva giocare a calcio, poi ho semplicemente cambiato obiettivo, passando dal sognare di tirare un rigore a San Siro a fischiarlo. Uno dei ricordi più toccanti è legato allo stadio di Bergamo, quando poco prima di scendere in campo abbiamo ricevuto la notizia che la partita era stata rimandata per il malore accorso a Joe Barone»