Russell Crowe a Sanremo
«Ci sono due versioni:
per una sono di Ascoli, per l’altra di Parma»

AL FESTIVAL per esibirsi con la sua band, ha risposto alle domande dei conduttori Amadeus e Teresa Mannino anche sull'ormai famoso Luigi Ghezzi, il suo trisavolo

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Amadeus e Russell Crowe sul palco dell’Ariston

Pier Paolo Flammini

E finalmente venne il momento di Russell Crowe al Festival di Sanremo. L’ex attore de “Il Gladiatore”, che nel pomeriggio ha incontrato il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti nella città ligure, omaggiato da una targa recante l’indicazione della cittadinanza onoraria, dalle olive ascolane e da una maglia del Picchio col proprio nome, è salito sul palco dell’Ariston attorno alle 23,15. Introdotto dal presentatore Amadeus, il neozelandese Crowe si è esibito in un rock-blues intitolato “Let the light shine” con la sua band, con la quale si esibirà la prossima estate a Roma, Pompei, Ascoli (11 luglio), e quindi Piacenza, Varese e Bologna.

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Russell Crowe a Sanremo

Terminata l’esibizione, Crowe si è intrattenuto con Amadeus e la co-presentatrice Teresa Mannino: «Volevo essere una rock star negli Anni ’80, poi i film sono arrivati per una via un po’ strana, attraverso i musical, come Grease, poi the Rocky Horror Pictures Show, poi ho svolto delle parti più importanti e la carriera cinematografica è partita da lì».

Ma non poteva mancare il riferimento alle origini italiane di Russell Crowe, almeno per quanto riguarda un sedicesimo del sangue di Crowe, ovvero attraverso il suo trisavolo Luigi Ghezzi, di cui Crowe ha iniziato a diffondere le informazioni lo scorso 3 gennaio attraverso Twitter.

A incaricarsi di questo aspetto, è stata Teresa Mannino: «Abbiamo scoperto che hai un avo italiano, ma col tuo cognome non era scontato, non ti chiami De Niro o Travolta…» al che sia il pubblico che lo stesso Crowe, evidentemente informato, è scoppiato a ridere, e Crowe ha mimato l’ormai celebre “Ballo del Qua Qua” al quale è stato sottoposto John Travolta nella serata di mercoledì.

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Russell Crowe a Sanremo

«Sì recentemente ho scoperto questa cosa, prima sapevamo solo che c’era una donna, ma ora sono risalito anche al parente lontano» ha risposto Crowe, che poi è entrato nella questione che tanto ha fatto discutere, ovvero la provenienza di Luigi Ghezzi: «Ci sono due versioni, da una parte dicono che sono di Ascoli, dall’altra di Parma. E’ un legame di sangue con l’Italia». Per amor della verità, ovviamente, va detto che l’origine del trisavolo Luigi Ghezzi sia di Fidenza, in provincia di Parma, come da prove documentali.

«E’ una storia affascinante» ha continuato Crowe, cercando di spiegare in che modo il suo avo si sia poi legato alla Nuova Zelanda. E qui ha tirato nuovamente in ballo Ascoli: «Se n’è andato da Ascoli e si è imbarcato per l’Argentina, e da qui si è diretto in India, ma la nave è naufragata ed è approdata in Sud Africa. Qui ha conosciuto la sua futura moglie e insieme sono arrivati in Nuova Zelanda. Questa storia ci fa capire quanto è grande l’influenza dell’Italia nel mondo e quanti italiani siano sparsi in tutti i Paesi».

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