Rodolfo Ignazi morto per emorragia
dopo essere caduto lungo le scale.
I nipoti: «Colto, curioso e riservato»

MONTE SAN GIUSTO - Svolta l’autopsia sul 78enne trovato senza vita nella sua casa. Chiarito il giallo: ha battuto la testa dopo essere scivolato. Il ricordo: «Appassionato di tecnologia, imparò l’inglese per usare il computer negli anni Settanta»

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I rilievi dei carabinieri sul luogo della tragedia

di Gianluca Ginella

Una brutta caduta lungo le scale in cui ha battuto la testa ed è poi morto a causa di una emorragia interna. Questo è emerso dall’autopsia su Rodolfo Ignazi il fotografo di 78 anni che ieri è stato trovato morto nella sua abitazione di Monte San Giusto in via Vittorio Emanuele 10.

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Rodolfo Ignazi

La situazione trovata dentro la casa con il sangue lungo le scale e Ignazi che stava inginocchiato vicino al letto con una ferita alla testa ha fatto sì che i carabinieri del Reparto operativo di Macerata, diretto dal tenente colonnello Massimiliano Mengasini, si attivassero per svolgere tutti i rilievi del caso trattandolo come se potesse essere un omicidio. Ieri i carabinieri, coordinati dal pm Francesco Carusi, ricostruendo la scena sono poi arrivati a scartare l’ipotesi di un fatto violento propendendo per l’incidente domestico. Questa mattina l’autopsia svolta dal medico legale Antonio Tombolini, ha confermato l’ipotesi. Ignazi, da quanto emerso dall’esame che si è svolto all’obitorio di Macerata, è morto per una emorragia dopo essere caduto lungo le ripide scale della sua abitazione. Probabilmente è successo nella sera di giovedì, comunque dopo le 19 quando era stato visto da un vicino di casa. A conferma che possa risalire a giovedì la morte ci sono anche le telefonate di una amica a cui non aveva risposto. Proprio lei ieri mattina era andata a cercarlo scoprendo quello che era accaduto. Nelle prossime ore verrà dato il nullaosta per fare il funerale.

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A destra il tenente colonnello Massimiliano Mengasini, comandante del Reperto operativo di Macerata, con il luogotenente Giulio Scarponi del Nucleo investigativo del Reparto operativo

«Nostro zio era una persona molto colta – raccontano i nipoti – curioso e tra i primi che entrava nei concetti della tecnologia tant’è che imparò l’inglese per usare il computer col linguaggio Dos, questo negli anni 70. Era curioso e anche riservato. Ha sempre fatto il fotografo fino ad andare in pensione». Ignazi lascia tre nipoti e una sorella.

 

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Trovato morto con una ferita alla testa, giallo tra i vicoli di Monte San Giusto. C’è l’ipotesi dell’incidente (Foto/Video)



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