«Undici anni di maltrattamenti,
minacce di suicidarsi e di ucciderla».
Il marito condannato a 3 anni

MONTECASSIANO - Sotto accusa un 31enne che durante il matrimonio avrebbe insultato e preso a schiaffi la moglie. Poi quest'anno, quando lei aveva detto di volersi separare, avrebbe detto di volersi togliere la vita, anche puntandosi un coltello e procurandosi dei tagli, e avrebbe puntato alla donna una pistola, risultata essere un giocattolo

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L’avvocato Patrizia Palmieri

di Gianluca Ginella

Irruzioni in casa con una pistola poi risultata essere un giocattolo, minacce di suicidarsi e di ucciderla, botte, insulti: vittima una donna di 30 anni. Di questo in sintesi è accusato il marito che oggi è stato condannato a 3 anni per maltrattamenti. I fatti sarebbero avvenuti nel corso di 11 anni con una situazione poi degenerata quando la donna aveva detto al marito, un 31enne albanese, di volersi separare. I fatti contestati sono avvenuti a Montecassiano a partire dal 2012 e sino a quest’anno. Oggi l’imputato è stato condannato, con rito abbreviato, a 3 anni e al pagamento di una provvisionale di 6mila euro dal giudice Daniela Bellesi. A partire dal 2012, quando la coppia era sposata, lei avrebbe subito una serie di maltrattamenti come insulti, aggressioni fisiche (il marito le avrebbe tirato con violenza i capelli, l’avrebbe presa a schiaffi colpita con un pugno). Nell’aprile del 2023 la donna, che con l’uomo aveva avuto due figli, si era decisa a lasciarlo. Ma questo avrebbe scatenato la reazione dell’uomo. Il 30 aprile avrebbe preso un coltello e minacciato di uccidersi. Lei l’aveva disarmato ma lui aveva preso delle forbici e si era chiuso nel bagno. La donna era andata a rifugiarsi a casa del cognato, fratello dell’uomo, e due ore dopo era stata raggiunta dalla telefonata del marito che le intimava di tornare a casa altrimenti l’avrebbe uccisa.

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L’avvocato Emanuele Senesi

L’uomo avrebbe continuato a chiamare più volte, poi sarebbe andato a casa del fratello, e lì avrebbe scavalcato il cancello e continuato a minacciare la moglie. Nei giorni successivi, mentre la donna era ancora ospite della famiglia del cognato, le avrebbe inviato messaggi su Whatsapp dicendo che si sarebbe tolto la vita se lei non fosse tornata a casa.

Il 17 giugno l’uomo avrebbe inviato, alle 2 di notte, un messaggio alla moglie con cui le diceva di volerle parlare e poi si sarebbe presentato ubriaco a casa di lei iniziando a suonare il campanello minacciando di svegliare tutto il condominio. La donna lo avrebbe fatto entrare in casa e lui avrebbe prima minacciato di uccidersi, poi avrebbe tirato due pugni al televisore, rompendolo. Il 22 giugno l’uomo avrebbe minacciato nuovamente di uccidersi, si sarebbe provocato dei tagli e avrebbe minacciato di buttarsi dalla finestra. Il 25 giugno sarebbe andato a casa della moglie per prendere uno dei figli per una gita e mentre era nell’abitazione avrebbe impugnato una pistola (poi risultata essere la copia giocattolo di una beretta, a cui aveva tolto il tappino rosso) e puntandola al fianco della donna l’avrebbe obbligata ad andare in camera da letto. Lì avrebbe rivolto la canna della pistola alla tempia della moglie intimandole di vestirsi e tornare a casa con lui ed i bambini, altrimenti l’avrebbe uccisa e poi si sarebbe suicidato.

Alla risposta negativa della donna, l’avrebbe presa per il collo e spinta verso il muro, continuando a tenere l’arma con la mano destra. In quel momento sarebbe entrato uno dei figli che vedendo la scena s’era messo ad urlare. La donna, dice l’accusa, aveva preso in braccio il figlio e aveva cercato di raggiungere il terrazzo mentre gridava chiedendo aiuto. L’uomo sarebbe riuscito a prendere la donna per la maglia e le avrebbe puntato ancora la pistola, poi l’avrebbe presa per i capelli, strattonata all’indietro e fatta cadere a terra col figlio. La donna era poi riuscita a raggiungere il terrazzo e urlando aveva chiesto aiuto. Sul posto erano arrivati i carabinieri. Oggi si è svolto il processo con rito abbreviato. L’imputato è difeso dall’avvocato Emanuele Senesi. Il pm Rosanna Buccini ha chiesto la condanna a 4 anni. Parte civile si era costituita la donna, assistita dall’avvocato Patrizia Palmieri.

*A tutela della vittima viene il nome dell’imputato non viene indicato



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