Anpi, Peroni: «Condanniamo le foibe
ma il giorno del ricordo
non diventi uno strappo di parte»

CIVITANOVA - Il nuovo presidente dell'associazione rivendica la riaffermazione dell'analisi storica e della riflessione: «Non c'è un giorno del ricordo dei massacri italiani che ne seguirono, delle centinaia e centinaia di donne, partigiane, staffette o semplici cittadine seviziate e uccise dai nazifascisti in Italia, né dei crimini della Decima Mas italiana, che collaborava con i nazisti»
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Francesco Peroni

«Condanna per le foibe, ma il giorno non diventi una giornata per ulteriori strappi. Non c’è un giorno del ricordo dei massacri italiani che ne seguirono, non c’è un giorno del ricordo delle centinaia e centinaia di donne, partigiane, staffette o semplici cittadine seviziate e uccise dai nazifascisti in Italia, non c’è un giorno del ricordo dei crimini della Decima Mas italiana, che collaborava con i nazisti». Parole del nuovo presidente di Anpi Civitanova Francesco Peroni che alla vigilia del giorno del ricordo, fissato per il 10 febbraio e in cui si ricorda l’esodo istrio friulano dalmata rivendica la riaffermazione dell’analisi storica e della riflessione.
«L’Anpi di Civitanova con fermezza condanna le esecuzioni sommarie avvenute nelle Foibe – si legge nel comunicato – causate, secondo gli storici, in tanti casi da scelte politiche legate alla liberazione del territorio jugoslavo dai fascisti italiani e alla rivoluzione in corso in Jugoslavia, in altri casi da una cieca volontà di vendetta, in altri casi ancora da personali regolamenti di conti. Senza dubbio una tragedia che colpì tanti innocenti e che va riconosciuta. Guardiamo con profondo rispetto al dramma dell’esodo che ha colpito tanti italiani dell’Istria e della Dalmazia, ma sappiamo anche bene che, nelle diverse circostanze del 1943 e del 1945 e con diversi protagonisti, ci fu in Istria, in Slovenia e in Italia un clima di resa dei conti contro i fascisti e contro lo Stato fascista, che aveva con violenza occupato i territori istriani e dalmati, di cui fu vittima anche chi non aveva alcuna responsabilità personale. In Italia c’è un giorno del ricordo dei crimini delle Foibe e del dramma dell’esodo. Non c’è però un giorno del ricordo dell’invasione italiana alla Jugoslavia, non c’è un giorno del ricordo dei massacri italiani che ne seguirono, non c’è un giorno del ricordo delle centinaia e centinaia di donne, partigiane, staffette o semplici cittadine seviziate e uccise dai nazifascisti in Italia, non c’è un giorno del ricordo dei crimini della Decima Mas italiana, che collaborava con i nazisti. Auspichiamo pertanto che quella del ricordo delle vittime delle Foibe, sia una giornata di riflessione e non di ulteriori strappi di parte, di seria analisi storica e particolarmente di riaffermazione dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale, nata dalla Lliberazione e dal riscatto dalla tragedia del Ventennio, nella quale i valori fondamentali del lavoro, della dignità della persona, della cura del nostro ambiente, della vita e della pace nella comunità internazionale, costituiscono la bussola per una sana convivenza civile».



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