Addio a Carlo Cingolani,
presidente emerito degli ingegneri

CIVITANOVA - Aveva 95 anni, è stato capo ufficio tecnico in Comune, sia nel settore dei lavori pubblici sia dell’urbanistica, per oltre un trentennio
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Carlo Cingolani

Tutti gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Macerata piangono la scomparsa di Carlo Cingolani, presidente emerito che ha ricoperto tale carica per oltre 20 anni, dal 1988 al 2013 oltre ad altrettanti come consigliere. Si è spento a Civitanova ieri sera, all’età di 95 anni.

E’ scomparso un personaggio storico per la città, dove ha esercitato egregiamente l’attività di capo ufficio tecnico, sia nel settore dei lavori pubblici sia dell’urbanistica, per oltre un trentennio.

«Ma ancor più è venuta a mancare una vera e propria colonna portante dell’annovero degli Ingegneri della Provincia di Macerata cui ha dedicato anima e corpo accompagnando diverse generazioni all’ingresso nella libera professione – si legge in una nota -. In tutti questi anni con impareggiabile impegno ha riorganizzato la struttura dell’Ordine in una nuova sede, prima in Corso Cavour poi in via IV Novembre gestendo con sagacia gli avanzi di bilancio con l’intento di acquistarne una di proprietà; cosa avvenuta nell’anno 2016 grazie alla sua lungimiranza e oculatezza. Carlo era sempre disponibile per tutti gli iscritti in qualsiasi momento, dispensando consigli utili e, a volte, anche rimproveri a chi non teneva comportamenti eticamente corretti. E’ stato un valido e convinto sostenitore dell’importanza della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, di cui ha ricoperto la carica di presidente dal 2005 al 2009, come insostituibile organismo interlocutore nei confronti della Regione Marche in occasione di atti deliberativi riguardanti l’area tecnica dell’Urbanistica e dei Lavori Pubblici. Ha sempre combattuto a difesa della professione dell’ingegnere sia a livello locale sia a livello nazionale; tra le tante iniziative vale ricordare che nel 2006, dopo il famoso decreto Bersani che abolì sventuratamente i minimi tariffari per le professioni tecniche, organizzò un pullman per la partecipazione alla manifestazione a Roma di una delegazione di ingegneri marchigiani che sfilò per via dei Fori Imperiali insieme alle delegazioni di tutte le professioni italiane. Lascia un ricordo indelebile di come si può vivere la professione dell’ingegnere con competenza, correttezza e impegno senza trascurare l’umanità e l’attenzione alle future generazioni».



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