Macerata si vanta, ora è “Città”
E il sindaco commosso:
«Che orgoglio» (Foto)

CONSIGLIO straordinario con tanto di buffet a palazzo Buonaccorsi. Approvata all’unanimità la delibera che ratifica il decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le unicità, bellezze e particolarità del capoluogo. Per l'occasione sono stati sfoderati vigili in alta uniforme, tappeti rossi e l'orchestra dei fiati che ha suonato l’Inno d’Europa
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La targa retta dal sindaco Sandro Parcaroli. Con lui in foto il prefetto Flavio Ferdani (a sinistra) e il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani

di Luca Patrassi

Il capoluogo da oggi si fregia del titolo di città, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la delibera che ratifica il decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di conferimento del titolo a Macerata. Consiglio comunale in seduta straordinaria oggi pomeriggio a Palazzo Buonaccorsi, consiglieri unanimi nel sottolineare positivamente l’evento ed il particolare ha fatto commuovere il primo cittadino Sandro Parcaroli che ha chiesto al presidente del Consiglio Francesco Luciani di promuovere una modifica dello statuto per fare tutte le sedute nella “piazza” di Palazzo Buonaccorsi.

MacerataCitta_FF-6-650x434Tutto organizzato nei minimi dettagli, vigili in alta uniforme, tappeti rossi (l’unico rosso che ancora resiste), l’Inno d’Europa suonato dall’Orchestra dei fiati, rinfresco.

Unico disservizio lo streaming che non ha funzionato per larghissima parte dell’evento. Ha introdotto i lavori del Consiglio il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani che ha sottolineato l’azione svolta per l’ottenimento del titolo di città, sono poi seguiti gli interventi dei consiglieri comunali. Maurizio del Gobbo ha ricordato la storia della città ricostruendo le fasi più significative. Aldo Alessandrini ha parlato dei personaggi illustri di Macerata da padre Matteo Ricci a Dante Ferretti, Antonella Fornaro ha puntato sulla presenza di un Ateneo che è il nono più antico nel mondo. Narciso Ricotta ha evidenziato che si tratta di un «riconoscimento frutto della nostra storia, della vita di una comunità che si è sviluppata nei secoli: un apprezzamento anche ai sindaci dell’era repubblicana, grande responsabilità anche per il futuro».

MacerataCitta_FF-12-650x434Sabrina De Padova ha ricordato come Macerata sia «un museo a cielo aperto» mentre Roberto Cherubini, esprimendo apprezzamento per il riconoscimento, ha chiesto all’amministrazione un’azione concreta per il recupero della monumentale opera libraria sulla città dei fratelli Torresi. Stefania Monteverde ha rilevato che «un momento come questo crea comunità e rimanda alla storia, al 29 agosto 1138 quando il Comune si è dato lo statuto di comune libero: storia fatta di persone, uomini e donne illustri, mi piace ricordare Maria Pucci a nome di tutte le donne che hanno dato tempo e impegno alla vita della città, e  le donne partigiane che hanno combattuto per la Liberazione, nel 1972 Italo Calvino in Le città invisibili scrive che una città è importante per la risposta che da alla tua domanda».

MacerataCitta_FF-11-650x434Il consigliere Sandro Montaguti rileva: «Un riconoscimento che inorgoglisce, un riconoscimento per il sindaco e per quanti si sono impegnati a dare al capoluogo il ruolo che ha, storia millenaria scritta dai cittadini». Alessandro Bini: «Intervento in controtendenza rispetto a quelli legati al ricordo: mi resta più facile parlare di futuro, è importate sottolineare come il ruolo di città deve essere un processo continuo che deve continuare nel tempo». Il sindaco Sandro Parcaroli è visibilmente emozionato, quasi commosso: «Quanto è bella questa piazza del nostro museo, un caro saluto: è stato un percorso sentito e partecipato che ha portato a conferire a Macerata il titolo di città con decreto del presidente Mattarella, per le sue unicità, bellezze, particolarità. Grazie al presidente Francesco Luciani: il decreto ci riempie di orgoglio, altissimo valore simbolico, percorso condiviso, nuove sfide per le giovani generazioni: partiamo per la costruzione di un futuro, il Consiglio comunale facciamolo sempre qui a Palazzo Buonaccorsi, possiamo essere sempre uniti, maggioranza e minoranza».

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Da sinistra, gli assessori Laura Laviano, Riccardo Sacchi, Katiuscia Cassetta, Andrea Marchiori

Infine, tra i consiglieri, David Miliozzi:«Le mie sono parole che possono essere state ispirate dagli artisti le cui opere sono esposte vicino a noi, qui nelle sale di palazzo Buonaccorsi: il riconoscimento città è  formale e sostanziale, un lungo percorso. Certo, domani un titolo non cambierà la vita della, nostra città, ma è fondamentale valorizzare le istituzioni, l’università, la città di Maria, la città della pace». Tutto bene, tutto bello, ma Monteverde non gradisce un passaggio dello statuto, in cui si parla di uomini illustri della città: chiede, ed ottiene, l’integrazione, «uomini e donne illustri». Chiusa la parte del Consiglio sono poi intervenuti il prefetto Flavio Ferdani, il vescovo Nazzareno Marconi, l’assessore regionale Filippo Saltamartini e la consigliera regionale Anna Menghi. Ferdani: « Premio meritato per questa città, non è un’operazione scontata, richiamo alla Civitas, comunità di valori, di donne e uomini». Il vescovo Marconi: «A Macerata è stato dato il titolo, adesso dobbiamo svolgere il tema, una comunità che pensa al futuro». Filippo Saltamartini: «Macerata città è anche capoluogo di provincia, ha una missione importante, partire per riunire tutti i comuni». Anna Menghi: «Importantissimo celebrare questo riconoscimento, nuovo modo di concepire la città e il suo territorio, tornare al ruolo che Macerata ha avuto».

C’è la firma di Mattarella: Macerata ottiene il titolo di “città”

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