«Mia zia 98enne dimessa senza preavviso
alle 23 della vigilia di Natale
per liberare Medicina d’urgenza»

CIVITANOVA - Amedeo Regini racconta l'odissea e denuncia: «Per la riconversione del reparto in area Covid le persone sono state trattate come pacchi Amazon. Ci hanno chiamato per dire che alle 16 l'avrebbero rimandata a casa ma l'attesa si è protratta per sette ore, hanno detto che non c'erano ambulanze»
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di Laura Boccanera

«Dimessa dopo 9 ore dalla chiamata per liberare la medicina d’urgenza e trasformarla in area Covid, senza preavviso e alla vigilia di Natale». E’ stato un Natale alle prese con preoccupazioni e telefonate quello di una famiglia civitanovese che alla Vigilia è stata contattata dall’ospedale per annunciare le dimissioni di una loro parente, una donna di 98 anni invalida e non autosufficiente ricoverata per problemi respiratori.

A raccontare l’odissea natalizia è Amedeo Regini, nipote della 98enne: «Il giorno della vigilia di Natale alle 14 arriva al telefono di una mia stretta parente una telefonata dall’ospedale di zona che annunciava per le 16 le dimissioni della zia che sarebbe arrivata con l’ambulanza. Alle 16 eravamo tutti in casa ad attendere l’arrivo della donna e a provvedere ad una situazione non semplice di assistenza, ma l’attesa si è protratta per ore e solo alle 23 è arrivata l’ambulanza. Sono state ore angoscianti perché non era dato conoscere il motivo di questo ritardo e non si riusciva a parlare con nessuno. Alla fine abbiamo saputo che non c’erano ambulanze a disposizione per portare a casa i pazienti».

Regini racconta delle difficoltà per reperire persone e informazioni nel giorno di Natale, dal medico di famiglia per conoscere le condizioni di salute e la terapia da effettuare, fino alla badante per coprire tutte le ore con l’anziana, praticamente introvabile il giorno di Natale con un’urgenza simile. «Abbiamo chiamato il medico di famiglia per aver delucidazioni su come comportarci e ci ha risposto che ormai se ne sarebbe riparlato lunedì. So bene la pressione sugli ospedali e il gran lavoro dei medici e degli infermieri, ma qualche domanda va posta – dice Regini – chi dirige l’ospedale e l’Area vasta 3 come si è organizzato per liberare il reparto di medicina d’urgenza? Queste persone sono state rispedite a casa come pacchi AmazonLo sapevano o no che in quel reparto c’erano persone fragili addirittura non pienamente autosufficienti? La logistica in questo caso brutta parola doveva essere programmata sulla base delle disponibilità delle ambulanze. Visto che dall’annunciato orario di dimissioni di un degente sono passate 7 ore (di angoscia) evidentemente non c’è stata nessuna organizzazione».

 

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