Ex essiccatoio dell’Agraria,
progetto da 322mila euro

MACERATA - La Provincia ha approvato il progetto esecutivo per il recupero dell'immobile, nascerà un centro studi
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essiccatoio

 

Approvato il progetto esecutivo da 322mila euro per il recupero dell’ex essiccatoio granaglie dell’istituto Agrario “Garibaldi” di Macerata. Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ha firmato il decreto che avvia la procedura per il recupero dell’immobile ai fini della costituzione del Centro studi didattico – museale sulla razza bovina marchigiana. L’edificio, costituito da due corpi di pianta rettangolare, è stato costruito intorno alla fine dell’Ottocento: è di interesse architettonico, in quanto rappresenta una testimonianza di tipologia costruttiva rurale tipica della campagna marchigiana; inoltre testimonia l’importanza che riveste l’Istituto Agrario per il territorio quale luogo fondamentale per la formazione di generazioni, in un contesto prettamente agrario come quello della nostra provincia. Durante la Seconda guerra mondiale è stato utilizzato anche dalle truppe alleate che ne hanno lasciato traccia nella parete esterna con due disegni; ora è inagibile per problemi di natura strutturale. Per redigere il progetto è stato necessario acquisire materiali di archivio e pubblicazioni ed effettuare rilievi interni ed esterni per avere tutti gli elementi a disposizione ai fini del recupero, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Per il recupero funzionale completo dello stabile sarà necessario l’adeguamento sismico, il ripristino degli elementi d’epoca ormai degradati, la demolizione delle murature di diversa fattura e successive alla realizzazione della struttura, il rifacimento delle coperture e le altre operazioni necessarie a garantire la fruibilità pubblica dello storico edificio, tra cui il rifacimento degli impianti. Il fabbricato verrà recuperato all’insegna della eco-sostenibilità e scegliendo tecnologie a basso impatto ambientale. L’intervento permetterà di offrire una sede per il Centro studi didattico-museale sulla razza bovina marchigiana che è stato progettato per la formazione degli studenti, l’aggiornamento dei docenti e le categorie professionali operanti nel settore. L’obiettivo è creare un polo di raccordo tra i soggetti che operano nel mondo dell’allevamento e un percorso culturale aperto alla collettività. In questo modo si potrà promuovere una conoscenza approfondita della cultura del patrimonio edilizio rurale, rivitalizzandolo attivamente ed economicamente; svolgere un ruolo educativo per le nuove generazioni; costruire un percorso museale e didattico per lo sviluppo agro-zootenico, ambientale e sociale; coordinare le attività di ricerca, soprattutto sulla razza bovina marchigiana.

«Più di due anni fa – dice Antonio Pettinari – avevamo ricevuto un finanziamento dal Miur a copertura di oltre la metà dei costi, ma successivamente è stato revocato. Data la rilevanza della struttura e del suo utilizzo strategico per il mondo agricolo in termini di formazione, abbiamo deciso di finanziarlo interamente con risorse proprie dell’ente. Inoltre è importante recuperare degli spazi che possano essere usati anche per la didattica, per un Istituto in continua crescita».

 



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