La storia delle donne
nell’Italia contemporanea:
nuovo corso a Unimc

MACERATA - Parte domani e sarà tenuto dal professor Marco Severini
- caricamento letture
foto-Marco-Severini

Il professor Marco Severini

Parte domani, mercoledì 27 ottobre, alle  13 nell’aula Erodoto (ex G) del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata il nuovo corso di Storia delle Donne nell’Italia contemporanea, tenuto dal professor Marco Severini.
«Si tratta di un settore della storia contemporanea – si legge in una nota dell’associazione di Storia contemporanea-  su cui il nostro paese si trova ancora molto indietro: l’esigenza di conoscenza si sposa alla necessità di liberare i principali strumenti che accompagnano la formazione dei giovani da una cappa di maschilismo e tradizionalismo che connota la stessa nostra identità nazionale. Otto anni fa un Dipartimento universitario romano censì che in Italia esistevano “appena” 56 corsi universitari di diversi grado e ciclo dedicati alla storia di genere e a quella delle donne, mentre nel solo ateneo di Berkeley, in California, ve n’erano 60. Il ritardo rispetto ai principali paesi occidentali è attestato da altri dati: le vie e le piazze intitolate alle donne sono all’incirca il 5% di quelle totali, più o meno la stessa percentuale di donne citate nei manuali di Storia contemporanea, secondo una recente indagine condotta dall’Associazione di Storia Contemporanea, uno degli enti più attivi nel settore nel territorio marchigiano e nazionale (con circa cento eventi organizzati ogni anno); ancora, mancano solide ricerche periferiche a tutto campo tanto che nello stesso “Dizionario Biografico degli Italiani”, il più importante repertorio biografico nazionale che si appresta dopo 61 anni alla conclusione, sono state escluse italiane che hanno dato un contributo importante alla causa dell’emancipazione femminile, come, solo per limitarci a un paio di esempi, le proto-elettrici italiane ed europee, dieci coraggiose maestre della provincia di Ancona che il 25 luglio 1906 ottennero il diritto di voto politico dall’insigne giurista Lodovico Mortara, e parte delle non meno intrepide che, dopo un forte pressing sugli ambienti governativi durante la Grande guerra, fecero sì che venisse approvata dal Parlamento nittiano il 17 luglio 1919 la legge sulla capacità giuridica della donna, che aprì alle italiane le porte del mondo del lavoro (con l’eccezione della polizia, della magistratura e dell’esercito in cui sarebbero entrare in età repubblicana). Le due pubblicazioni più accurate che trattano delle proto-elettrici e della legge del 1919 sono state tra le più vendute – negli appositi stand – al XXXIII Salone del Libro di Torino appena concluso e questo è un inequivocabile segnale di speranza. D’altra parte, di storia delle donne si deve parlare di più a scuola, all’università e sui media perché è il potere dei maschi che ci ha condotto a una crisi di sistema così grave che ha visto negli scorsi giorni neanche un elettore su due presentarsi in cabina elettorale. Senza la memoria del passato, il futuro non potrà che presentarsi ancora più nebuloso.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X