“Santa Giovanna la pazza”
in scena a palazzo Buonaccorsi

MACERATA - Per il terzo appuntamento della rassegna dedicata alle arti contemporanee “Contemporanea – mente”, venerdì alle 17 lo storico spettacolo dello Sperimentale Teatro A
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Palazzo Buonaccorsi

 

Per il terzo appuntamento della rassegna dedicata alle arti contemporanee “Contemporanea – mente” organizzata dall’assessorato alla Cultura guidato dall’assessore Katiuscia Cassetta e dai Musei civici di Macerata, arriva “Santa Giovanna la pazza”. Venerdì, alle 17, nella suggestiva location del cortile di palazzo Buonaccorsi, andrà in scena, infatti, lo storico spettacolo dello Sperimentale Teatro A che verrà proposto in forma di concerto, non fondato sull’azione scenica. Lo spettacolo rappresenta un nuovo momento di ricerca dello Sta, diverso dalla drammaturgia della messa in scena in prosa. «Un melologo che è una Prova d’Attore – si legge nelle note della regista Allì Caracciolo – nella quale l’interprete si trova a dover riprodurre tutte le voci, da quella del giudice che la interroga in frammenti di processo evocati da frammenti di ricordo, a quelle della sua visione, dal delirio alla ‘Follia’:Voci di Fate che la sospingono al Sogno; Voci dal Cielo che la esortano a combattere; la Voce del Giudice, in particolare, (che pronuncia passi testuali dal processo storico condotto contro Giovanna d’Arco nel 1431, conclusosi con il rogo) carica di tutte le complesse motivazioni, implicazioni politiche e capziosità delle accuse; Voci della folla urlante che anch’essa l’accusa; le terribili Voci della violenza e dello sterminio, che invadendo ogni suo ricordo con orridi echi di grida degli uccisori e delle vittime, si costituiscono in forza profetica. Prefigurazione di stragi e crimini nella ‘Contemporaneità. La vocalità complessa implicata dal testo – prosegue la Caracciolo – comporta una drammaturgia della voce che, divenuta essa stessa Sola Azione, posta in partitura con gli strumenti musicali utilizzati in modalità anche insolite, si articola in suggestioni evocative di quel silenzio e quel vuoto che costituiscono lo spessore per così dire ‘filosofico’ della testura vocale. Ricerca di una Phoné che, svincolandosi dalla funzione di veicolo semantico, portatore di significato, diventa essa stessa significato, e in tale costituirsi si fa soggetto tragico, statuto ontologico dell’essere-personaggio nell’istante nel luogo, nel tentato liberarsi dall’istante dal luogo: puro Evento. La Musica non costituisce il sottofondo alla parola del Personaggio, come di solito si pratica, bensì è la voce della sua Anima, percorsa dal Sogno o dall’Orrore, nella sua graduale acquisizione di Conoscenza. «Giovanna è la solitudine emblematica di ogni esperienza di vita, consumata sulla soglia, che è anche divisione e frattura, di ogni ente, in sé e da altro». (F. Mignini, Il silenzio delle cose, saggio introduttivo alla edizione veneziana del testo (1998).  Maria Novella Gobbi sarà Santa Giovanna la pazza, Adriano Taborro al violino, Oud e mandolino mentre Andrea del Signore alle chitarre ed EBow. L’ingresso allo spettacolo è libero su prenotazione: info@sperimentaleteatroa.it



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