Lavoratori del turismo,
campagna social della Cgil
contro lo sfruttamento

IL SINDACATO avvierà "RIpartiamo, la strada per i tuoi diritti" rivolto agli stagionali: «Basta con la logica basata sul concetto di scaricare i costi del lavoro sempre sui più deboli per ricavarne maggiori profitti»
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La campagna promossa da Filcams e Nidil Cgil

 

Anche quest’anno Filcams e Nidil Cgil sono in campo per la tutela dei diritti dei lavoratori del comparto del turismo. Avvieranno infatti una campagna social sulla pagina Facebook della Cgil di Macerata con una breve guida sui diritti degli stagionali oltre a fornire come sempre assistenza. «La campagna social di tutela nasce – spiega il sindacato – dall’esigenza di raggiungere il più alto numero di lavoratori per renderli coscienti di quelli che sono i loro diritti, che non sono stati annullati dalla pandemia e che non possono essere calpestati da una logica basata sul concetto di scaricare i costi del lavoro sempre sui più deboli per ricavarne maggiori profitti. La campagna per gli stagionali “RIpartiamo, la strada per i tuoi diritti”, evidenzia un percorso di tutela che non si è mai fermato, neanche lo scorso anno in piena emergenza Covid, ma che oggi più che mai ha bisogno di essere riaffermato anche attraverso canali mediatici come i social che spesso rappresentano un punto di riferimento per reperire informazioni, soprattutto per i più giovani. Le polemiche accese da alcuni operatori del settore che, a parer loro, non riuscirebbero a trovare lavoratori stagionali da impiegare nelle loro strutture – continua la Cgil – nascondono in realtà un contesto ben più complesso, provato dalla pandemia e che necessita di un’analisi più approfondita piuttosto che di toni sensazionalistici. L’emergenza Covid ha fatto emergere con brutale evidenza le storture e le falle di questo sistema economico spesso basato sullo sfruttamento e lo schiacciamento dei diritti dei lavoratori e poco su investimenti nel settore turistico con processi innovativi e di valorizzazione delle professionalità, come più volte da noi denunciato. Le particolari tipologie contrattuali utilizzate in questi settori (contratti a chiamata, part time con una percentuale di ore ridottissime – ma che in realtà nascondono contratti full time -) fanno si che molti lavoratori si trovano ad affrontare una situazione di grande precarietà e povertà, con una conseguente maggiore ricattabilità». A questo già complesso quadro, secondo il sindacato, si aggiungono situazioni borderline, «come l’alternanza scuola lavoro in cui vengono coinvolti giovani ancora inseriti nel percorso scolastico. Nel settore turistico – aggiunge la Cgil -. che coinvolge gli studenti degli istituti alberghieri, alcune aziende non garantiscono la formazione dovuta. In questo contesto, dove la responsabilità della gestione dei progetti formativi è degli istituti scolastici, non volendo, si potrebbe anche arrivare a legittimare situazioni di sfruttamento lavorativo con uno “svuotamento” dell’obiettivo principale, quello di essere un legittimo e consono modello didattico innovativo. Un fenomeno purtroppo diffuso accanto all’utilizzo indiscriminato dei tirocini extra curriculari. In questo caso l’aspetto formativo verrebbe sacrificato con l’ utilizzo di manodopera in maniera gratuita».



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