Sequestrati 500 portafogli e borse,
non avevano l’etichetta in lingua italiana:
negoziante rischia multa di 25mila euro

CIVITANOVA - La Guardia di finanza ha effettuato dei controlli in un esercizio della città, appurando che diversi articoli mancavano di un'etichettatura che potesse indicare i materiali impiegati e le minime informazioni d'uso obbligatorie
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Il materiale sequestrato

 

Sequestrati in un esercizio commerciale della città costiera circa 500 articoli, tra borse e portafogli, in quanto sprovvisti dell’etichettatura recante le informazioni minime da fornire al consumatore, quali previste dal Codice del consumo. E’ il risultato di un’operazione della Guardia di finanza di Civitanova, portata a termine nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale nonché alla verifica del rispetto delle prescrizioni in materia di contenimento della diffusione dell’epidemia da coronavirus. Nel mirino delle Fiamme gialle un esercizio della città costiera operante nel settore del commercio di abbigliamento e accessori.

foto-2-300x400Dall’esame di alcuni articoli di pelletteria esposti per la vendita, in particolare, i finanzieri hanno potuto constatare come gli stessi fossero sprovvisti di qualsivoglia etichettatura che potesse indicarne, in lingua italiana, i materiali impiegati, l’eventuale presenza di sostanze nocive per l’uomo o per l’ambiente e le eventuali limitazioni nella destinazione d’uso, informazioni minime, obbligatoriamente previste dal Codice del consumo, per consentire al cliente di avere informazioni chiare e precise su ciò che compra, utili per poter valutare e scegliere in maniera consapevole. Conseguentemente, anche in considerazione della scarsa qualità delle materie prime utilizzate e comunque non espressamente tracciabili, non potendo escludere che i prodotti rinvenuti possano essere pericolosi e dannosi per la salute dei consumatori, si è proceduto al sequestro amministrativo degli articoli irregolari. Il responsabile dell’esercizio commerciale è stato quindi segnalato alla locale Camera di Commercio per l’adozione dei provvedimenti di competenza: rischia una sanzione fino a oltre 25mila euro. Ulteriori accertamenti verranno esperiti per verificare eventuali profili di irregolarità anche da un punto di vista fiscale. Le operazioni di servizio si inseriscono in un più ampio dispositivo di controllo a tutela dell’economia legale: contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.

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