Cortile comunale, lastre ed epigrafi
tornano a splendere
«Merito dei nostri mecenati»

MACERATA - L'intervento di oltre 11mila euro è stato possibile grazie all'Art Bonus e al finanziamento della ditta Co.Bo. srl della famiglia Procaccini di Montelupone e di MaceratArcheo
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L’assessora Cassetta ha illustrato l’intervento realizzato grazie all’Art Bonus

di Mauro Giustozzi (Foto Fabio Falcioni)

Completare il recupero del patrimonio archeologico del cortile del Palazzo comunale di Macerata. Questo l’obiettivo che porta avanti l’amministrazione comunale grazie ad un’operazione legate all’Art bonus, il restauro di lastre ed epigrafi del cortile del Palazzo comunale di piazza della Libertà. L’operazione è stata possibile grazie all’interessamento dei mecenati ditta Co.Bo. srl della famiglia Procaccini di Montelupone e di MaceratArcheo, entrambi già finanziatori dell’intervento conservativo che ha riguardato in precedenza le statue che si trovano nel cortile che si è svolto lo scorso anno nello stesso periodo in cui si effettua questo intervento, tra luglio e settembre. A presentare l’iniziativa e soprattutto la forza di uno strumento come è quello dell’Art Bonus per il Comune di Macerata è stata Katiuscia Cassetta, assessore alla Cultura assieme a Sofia Cingolani del Comitato tecnico scientifico Macerata Cultura, Enrico Marconi in rappresentanza della Co.Bo. srl, Carlo Capodaglio per ArcheoMacerata oltre alla restauratrice Eleonora Vittorini Orgeas che già aveva operato nell’atrio del Palazzo comunale intervenendo sulle statue completamente recuperate all’antico splendore. Lavori che sono eseguiti sotto l’egida della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche.

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Alcune delle lapidi recuperate

«Prosegue un percorso iniziato lo scorso anno di recupero di questo prezioso cortile del Palazzo comunale –ha affermato l’assessore Cassetta– attraverso lo strumento dell’Art bonus che sta funzionando e che ci vede impegnati in altri interventi di recupero di beni della nostra città. Ci sono interventi medio-piccoli ed altri più grandi di vario genere perché non tutti i donatori magari hanno a cuore un bene particolare artistico. Invece in questo modo ognuno può indirizzare le proprie donazioni verso il progetto che gli sta più a cuore: ad esempio abbiamo inserito anche la mostra di Fabrizio Cotognini cui privati o aziende possono dare il proprio contributo. Ci sono le fonti storiche cui tiene molto l’assessore Iommi. Insomma il quadro è molto variegato e così sarà in un successivo step quando inseriremo altri beni da recuperare tramite l’Art bonus. Va detto che le cifre indicate non sono troppo elevate anche per consentire al benefattore di vedere in un tempo non infinito la realizzazione del recupero del bene per il quale effettua la donazione. Un ringraziamento va, in questo caso, alla ditta Co.Bo. srl di Montelupone e MaceratArcheo che hanno dato il loro contributo per il restauro di queste lastre ed epigrafi del palazzo comunale per un importo finanziato di 11.250 mila euro. Ci auguriamo che altri seguano l’esempio e ci aiutino a prenderci cura di altri beni della città».
CortileComune_Restauro_FF-6-325x217Gli altri progetti che si possono sostenere attraverso l’Art Bonus riguardano il restauro del sarcofago risalente al IV secolo d.C. che si trova nella Biblioteca Mozzi Borgetti (importo 5.200 euro) e dell’incisione su pietra della prima metà del XII secolo “Pietra con la preghiera dell’Ave Maria” dei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi (importo 4.200 euro), la progettazione, il restauro e la valorizzazione della fonte san Giuliano (importo 100.000 euro) e, infine, la mostra ‘The Flying Dutchman’ di Fabrizio Cotognini allestita nei Musei civici in occasione dei cento anni dalla prima rappresentazione lirica allo Sferisterio (importo 46.931 mila euro).
«Art bonus è uno strumento fondamentale che ci consente di valorizzare la cooperazione che si deve creare tra le istituzioni e la città – ha detto Sofia Cingolani del Comitato tecnico scientifico di Macerata Cultura – . Il patrimonio culturale come eredità condivisa da tutti e sulla quale tutti, come cittadini, ci dobbiamo sentire responsabili e cooperare. Questo è un esempio, una buona pratica di quello che sta succedendo in questo cortile. I lavori andranno a recuperare dei monumenti che provengono in larghissima parte dal nostro territorio e speriamo che grazie all’interesse e alla partecipazione di tutta la comunità questo patrimonio possa diventare fruibile per tutti».

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La restauratrice Eleonora Vittorini di Orgeas

Le operazioni di restauro avvengono attraverso un intervento conservativo, di ripristino estetico, con l’utilizzo di materiali compatibili con quelli originali, e operativo nel pieno rispetto della natura delle opere stesse. Si sta provvedendo alla rimozione dello strato di sporco superficiale depositato sulle lastre e sulle epigrafi, all’integrazione e sostituzione delle vecchie stuccature non più funzionali con revisione estetica delle stesse per raccordare cromaticamente la zona trattata con il resto delle superfici e, infine, con il consolidamento che prevede il ristabilimento della coesione superficiale delle opere. Le lastre lapidee esposte sulle pareti del cortile, in base a fonti bibliografiche, sono per lo più di tipo funerario, ma anche formelle e metope decorate, risalenti ad un periodo compreso tra il III secolo a.C. e il V secolo d.C. «Lavorando in simbiosi con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche –ha ricordato la restauratrice Eleonora Vittorini Orgeas– si sta cercando di recuperare l’aspetto visivo che mostra i segni del tempo: la difficoltà più grande è la pulitura delle opere, riuscire a calibrare quanto rimuovere, anche perché i materiali tra di loro sono molto diversi. CortileComune_Restauro_FF-2-325x217A livello visivo, alla fine del restauro, sarà anche diverso per i cittadini guardare queste opere per come erano prima e come saranno dopo l’intervento. Abbiamo iniziato a lavorare da pochi giorni e dovremmo riuscire a finire il tutto per fine agosto. Anche se, da parte di chi ha contribuito con l’Art bonus a questo recupero, è stata lanciata la proposta di portare le scuole in visita a settembre per vedere come avviene il restauro di queste opere: il che significherebbe uno slittamento dei lavori, con un fermo in agosto. Vedremo, l’importante sarà recuperare al meglio e ridare splendore a queste lastre ed epigrafi che fanno bella mostra di se nel cortile del Palazzo comunale». L’intervento di restauro va ad aggiungersi a quello del nuovo allestimento di valorizzazione, appena inaugurato, dell’area archeologica di Helvia Ricina a Villa Potenza.

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