Il Gus riparte dalla Puglia,
gestirà una storica masseria

ONLUS - L'associazione di Macerata che si occupava dell'accoglienza dei migranti ha vinto un bando del comune di Torre Santa Susanna. Il direttore generale Giuseppe Suriano: «Trasformeremo l’antica struttura in un luogo di aggregazione e in un incubatore, fonte di attività e di occupazione per l’intera comunità»
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La masseria in Puglia

 

di Luca Patrassi

Pagine e pagine di presentazione dei progetti, dichiarazioni e commenti senza mai che ricorra la parola straniero. Il Gus torna a far parlare di sé e sbarca in Puglia, a Torre Santa Susanna, cittadina il cui sindaco è un esponente di primo piano di Fratelli d’Italia. Allora, non si parla di stranieri e l’amministrazione comunale è guidata da un politico di Fratelli d’Italia che ha ed ha avuto incarichi importanti nazionali e regionali. Il Gus, la onlus con sede a Macerata, ha vinto – sembra sia stata l’unica partecipante, sicuramente per una serie di fattori e tra questi la complessità del progetto – l’avviso pubblico per la gestione di una storica masseria e relativi sessanta ettari di terreni, confiscati alla mala appunto a Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi. L’obiettivo è la realizzazione di progetti di agricoltura sociale, turismo e recupero di antichi mestieri.

«Il progetto con al centro il recupero della masseria – spiega nella pagina social dell’associazione Giuseppe Suriano, direttore generale del Gus – si chiama “La Torri in campo”, definizione che mette al centro il borgo (la parola Torri in dialetto locale indica Torre Santa Susanna) per sottolineare la mission dell’operazione: rilanciare l’intero territorio e il suo paese dal punto di vista sociale, culturale ed economico. Trasformeremo l’antica struttura in un luogo di aggregazione e in un incubatore, fonte di attività e di occupazione per l’intera comunità, in particolar modo per i giovani in cerca di lavoro, per gli anziani, per i migranti e per i soggetti fragili che potranno frequentare corsi di formazione in tutti gli ambiti operativi, da cui trarre opportunità di lavoro legate alle proprie capacità di fare impresa. Lo scopo finale sarà quello di rendere redditive le varie attività perché crediamo fermamente che con la cultura, con il turismo e con tutto ciò che offre l’antica tradizione locale, si possa mangiare».

A Macerata del Gus, da un paio di anni, si parla poco: nessun segnale arriva dalle prefetture che prima chiamavano quasi giornalmente l’associazione maceratese per i vari progetti legati all’accoglienza degli stranieri, nessun cenno dalla nuova amministrazione di centrodestra che ha preso il posto di quella di centrosinistra a guida Carancini. Il Gus, che a Macerata ha mantenuto la sede legale e ridotto di molto la rete di dipendenti e di collaboratori per effetto del drastico taglio subìto dei vari progetti ministeriali, riparte dunque dalla Puglia con un bene confiscato alla malavita. Di sicuro a Macerata, stavolta, non ci saranno mozioni ed interrogazioni, richieste di chiarimenti sui bilanci.

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