Carabiniere rinviato a giudizio:
«Informazioni sugli orari dei controlli
a una persona ai domiciliari»

APPIGNANO - Sotto accusa un appuntato che via Whatsapp avrebbe dato indicazioni a un 55enne che era sottoposto a una misura cautelare. L'udienza si è svolta oggi dal gup del tribunale di Macerata. Il legale del militare: «Contestiamo tutte le accuse, nessuna procurata evasione»
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Il tribunale di Macerata

 

di Gianluca Ginella

A giudizio un carabiniere per rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e per procurata evasione, a giudizio anche un 55enne di Appignano, che il militare avrebbe aiutato ad evadere dai domiciliari. L’udienza si è svolta questa mattina davanti al gup del tribunale di Macerata. Sotto accusa l’appuntato Giuseppe Vezzoso, 53 anni, di Triggiano, all’epoca dei fatti in servizio ad Appignano e il 55enne Luca Lucamarini di Appignano. Secondo l’accusa Giuseppe Vezzoso avrebbe agevolato l’evasione di Lucamarini, che era ai domiciliari dal 6 marso del 2020.

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L’avvocato Massimo Di Bonaventura

Appena terminato il turno di servizio dalle 14 alle 19,30, turno durante il quale aveva eseguito un controllo domiciliare a Lucamarini, ritirando da lui un certificato medico, Vezzoso, dice l’accusa, sarebbe andato, alle 19,45 del 11 aprile 2020, a casa di Lucamarini e con lui sarebbe andato all’abitazione della ex moglie di Lucamarini. Il militare dopo pochi minuti era uscito mentre Lucamarini era rimasto nell’abitazione.

Il carabinieri è accusato inoltre di aver rivelato segreti d’ufficio perché avrebbe fornito a Lucamarini informazioni sugli orari dei controlli e sull’identità dei militari incaricati a verificare che Lucamarini si trovasse in casa. Informazioni che, dice l’accusa, sarebbero state fornite tramite Whatsapp.

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L’avvocato Giorgio Di Tomassi

Nel capo di accusa vengono citate una serie di conversazioni tra il carabinieri e Lucamarini in cui Vezzoso.

A Lucamarini viene invece contestato il reato di evasione, per l’episodio in cui sarebbe uscito insieme a Vezzoso per andare a casa della ex moglie (l’11 aprile 2020).

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L’avvocato Marco Melappioni

Oggi il 55enne, difeso dagli avvocati Massimo Di Bonaventura e Giorgio Di Tomassi, è stato rinviato a giudizio per quell’episodio e prosciolto da altri due (quando era uscito per andare dal dentista), che l’accusa gli contestava. Vezzoso è difeso dall’avvocato Marco Melappioni: «Sulla procurata evasione: Lucamarini è uscito 5 minuti per dare una colomba pasquale alla ex moglie, che vive nella casa adiacente, non c’è stata nessuna evasione né procurata evasione – dice l’avvocato Melappioni -. Sono convinto verrà assolto. Per quanto riguarda gli altri aspetti è stata una gestione della situazione tesa ad evitare che venissero svegliati i genitori di Lucamarini la notte quando venivano fatti i controlli. Attualmente il mio assistito si trova in malattia».

 



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