La rabbia di Francesca Lattanzi:
«E’ stata una rapina su commissione,
è la quinta volta e ora compro un’arma»

CIVITANOVA - La donna è una imprenditrice del settore balneare, è stata vittima di uno scippo violento domenica sera. Il malvivente l'ha picchiata: «Quell'uomo non ha agito a caso, mi ha portato via un orologio da 50mila euro. Dal 2015 mi sono accaduti altri episodi analoghi»
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La lesione sull’avambraccio sinistro

 

di Laura Boccanera

«Ho morso a sangue il mio aggressore, ha un segno sull’avambraccio. E’ la quinta volta che cercano di rapinarmi, sono sicura che è un furto su commissione, qualcuno sa che indosso orologi costosi e me la vogliono far pagare».

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L’ematoma procurato dall’aggressione

Ne è convinta Francesca Lattanzi, imprenditrice nel settore balneare. E’ lei la vittima della rapina violenta di domenica sera avvenuta in via Filzi. A due giorni di distanza ha lividi sulle braccia e vari dolori alla schiena. Ma non crede che quel malvivente arrivato sullo scooter sia andato a caso, era lì perché sapeva di andare a colpo sicuro. E mentre racconta che dal 2015 ad oggi ha subìto 5 tentativi di rapina, tra cui l’ultimo andato a segno, sbotta: «se avessi picchiato il mio cane io sarei in galera, chi invece ha aggredito me non si trova mai. Ho deciso che mi armerò, acquisterò una pistola». Lattanzi racconta l’episodio di domenica: «sicuramente sono stata seguita – dice -, venivo dalla Falc, ero in macchina con l’assessore Barbara Capponi, l’ho accompagnata a casa e mi sono diretta a casa, sono passata per corso Vittorio Emanuele, via Piave fino a via Filzi. Stavo parcheggiando la Smart a noleggio che uso in questi giorni per un guasto al mio Suv Mercedes quando ho visto uno scooter che arrivava nel corretto senso di marcia, ma poi si gira, mette il cavalletto e lascia acceso lo scooter. Vedo lui fiondarsi di corsa verso di me e mi entra dal finestrino nell’auto». La donna racconta che ha provato in tutti i modi a difendersi: «urlavo come un’aquila, gli ho dato un morso, lui indossava una camicia a manica lunga che mi fa pensare dovesse coprire dei tatuaggi per cui avrei potuto riconoscerlo, il volto travisato dal casco bianco integrale, ma con la visiera alzata. Non mi ha detto una parola, non mi ha picchiata al volto, ma mi strattonava, graffiava. Non ho mai mollato la presa fino a quando è arrivata un’auto da cui è scesa una ragazza. Pensavo che lei o il ragazzo che l’aveva accompagnata mi aiutassero, invece lei è scappata e lui se n’è andato. A quel punto il rapinatore mi ha preso l’orologio ed è scappato. Mio figlio arrivato troppo tardi attirato dalle grida ha provato ad inseguirlo, ma invano». Per Lattanzi non si tratta di un’esperienza nuova: «nel 2015 la prima volta mi è successo da Arcaplanet alle 10 di mattina, ma ero nella mia auto che è più alta della Smart e il rapinatore non c’è riuscito, anzi l’ho picchiato io. E’ sicuramente qualcuno che mi conosce, il mio orologio che vale oltre 50mila euro è un pezzo da collezione, ma non è vistoso come un Rolex. Questa non è una rapina del momento, ma su commissione, l’ho detto anche alla polizia. Al termine di tutto poi sono crollata, sono svenuta e ho vomitato, lui mi ha anche asportato il tatuaggio per quanto mi ha strattonato e graffiato. Dopo 5 volte con le istituzioni che non hanno fatto nulla mi auguro che nessuno si stupisca quando deciderò di detenere una pistola. Mi armerò perché non è possibile andare avanti così».

 

Donna rapinata sotto casa, «picchiata per prendermi l’orologio»



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