«L’Ance non ci può bacchettare,
le irregolarità denunciate
sono la triste realtà»

MACERATA - La replica della Fillea-Cgil all'associazione dei costruttori di Confindustria, che aveva accusato il sindacato di demonizzare l'intero comparto: «Gli esempi portati a testimonianza delle situazioni spiacevoli sono state rappresentate in modo specifico e circoscritto»
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Matteo Ferretti, segretario provinciale Fillea-Cgil

 

«L’Ance di Macerata non è assolutamente nelle condizioni di “bacchettare” la scrivente, ritiene opportuno ribadire alla luce delle recenti affermazioni del presidente Carlo Resparambia che quanto da noi rappresentato in merito alla situazione delle quattro aziende citate è la pura e triste realtà». Inizia così la contro replica della Fillea-Cgil all’associazione dei costruttori edili di Confindustria, che aveva parlato del rischio di demonizzare l’intero comparto, dopo la denuncia del sindacato di alcune situazioni irregolari in quattro aziende impegnate in appalti fuori e dentro il cratere sismico (per esempio lavoratori che venivano lasciati a dormire nei cantieri) e della mancanza di controllo degli enti pubblici.  «Ci auguriamo che abbia colto il fatto che gli esempi portati a testimonianza delle situazioni spiacevoli – dice il segretario provinciale del sindacato riferendosi al presidente Ance – sono state rappresentate in modo specifico e circoscritto in quanto la Fillea Cgil di Macerata, per prima, ritiene che il sistema non sia composto dai soli soggetti che non rispettano le regole e le leggi. Se questo non dovesse bastare a chiarire che la nostra non è una denuncia al mondo edile nella sua interezza, può essere d’aiuto ricordare che la Fillea Cgil di Macerata ha citato ad esempio, nella stessa conferenza stampa, altrettante aziende sane; le ricordo: Mic srl Gruppo Gravina, Gaspari Gabriele srl, Francucci srl (Centro Fiere di Villa Potenza), Astaldi spa (Pedemontana). Spiace al limite dover constatare che delle aziende appena citate, l’unica azienda del maceratese che, motu proprio, ha chiesto di adottare il badge elettronico, seppure fuori cratere, è stata la Francucci srl; che difatti ha voluto siglare, unitamente alle sigle sindacali ed alla Cassa Edile, il protocollo d’intesa con il Comune di Macerata. Pertanto, preso atto delle interpretazioni avanzate dal Dpo e delle quali si è ampiamente discusso, siamo portati a ritenere che non ci sia nulla di estremo nel ricordare quanto sia importante dar seguito ad un protocollo che garantisce allo stesso tempo azienda e maestranze. Inoltre – continua Ferretti – nel puntualizzare che il “primato” rispetto all’ottenimento del Durc di congruità non spetta assolutamente all’Ance, ma alla lungimiranza di tutte le parti sociali di questo territorio, ci sorge il seguente interrogativo: perché nella sua attenta analisi, il presidente dimentica di citare il settimanale di cantiere che ad oggi rappresenta un obbligo certo quanto il Durc di congruità? Relativamente alla questione di stile, stia pur tranquillo il presidente Ance che il nostro ruolo ci impone di non sottintendere, ma denunciare lo stato delle cose per come effettivamente sono; ed altresì di sostenere quelle imprese che hanno come fine il rispetto delle regole, della sicurezza nei cantieri, della qualificazione del settore. Infine – conclude Ferretti -non venga ad insegnarci il ruolo e l’importanza delle istituzioni preposte al controllo con le quali ci confrontiamo quotidianamente e grazie alle quali stiamo lavorando su alcuni dei casi richiamati. Su una cosa il presidente Ance ha ragione, che sottintendere, rispetto ad altre sigle ad esempio, suona veramente come una caduta di stile».

 

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