I Subsonica scaldano la Controra,
ma a vincere è Antonella Ruggiero

INCONTRI - La band torinese che oggi si esibirà allo Sferisterio senza Samuel ha raccontato i suoi 25 anni di carriera senza fare il pienone degli altri giorni mentre la notte la cantante genovese ha letteralmente conquistato la platea con la sua splendida voce
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L’appuntamento con i Subsonica

 

di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)

Antonella Ruggiero di notte incanta con la sua voce e conquista piazza Vittorio Veneto a Macerata . I Subsonica senza Samuel raccontano 25 anni di carriera a Palazzo Buonaccorsi ma i fan tardano ad arrivare. Nel pomeriggio non c’è stata la tanto attesa ressa né la fila di persone che non riescono ad entrare come era accaduto per Lorella Cuccarini. E anche il pubblico è stato quello tradizionale degli eventi di Musicultura, non certo composto da fan sfegatati in cerca di autografi. Gli attesissimi Subsonica erano forse talmente attesi da far desistere molti appassionati, certi che non sarebbe stato possibile vedere da vicino i propri beniamini. Scelta sbagliata perché, a parte un piccolo ritardo iniziale e l’assenza del frontman Samuel Romano, l’incontro condotto da John Vignola ha fornito importanti spunti di riflessione e di approfondimento sulla trasformazione della musica italiana, dagli anni ’90 ad oggi.

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Boosta scherza con la foto dell’assente Samuel

I Subsonica infatti, dall’alto della loro lunga e onorata carriera, hanno rappresentato una band di rottura, di innovazione e sperimentazione, nata nella Torino in decadenza fucina di nuove sonorità e pilastro della italian wave di quel decennio. A fare da apripista gli Africa Unite, il gruppo di ispirazione per molti, a cui apparteneva anche Max Casacci, chitarrista del gruppo e membro più attempato. «La Torino di quegli anni era una città che voleva riemergere – racconta il tastierista Boosta – una città in cui, all’improvviso, tutti hanno iniziato ad aprire locali dove far suonare promuovendo stili e sound totalmente differenti. Rappresentativi in questo senso erano i Murazzi sul lungofiume dove nel giro di pochissimi metri si incontravano ambienti totalmente differenti». Dagli esordi come cover band, quando Boosta era solo con Samuel, all’ingresso del batterista Ninja, destinato a una carriera da ingegnere ma “corrotto” dalla possibilità di mostrare a tutti i suoi assoli. L’aneddoto raccontato dallo stesso Ninja lo vorrebbe parte della band solo a patto di poter suonare lunghissimi e complicatissimi assoli di batteria, poi smembrati e trasformati nel tipico sound dei Subsonica.

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I Subsonica con John Vignola

«Era la band in cui avrei voluto suonare – aggiunge il bassista Vicio, ultimo ad essere entrato nel gruppo – perché a differenza delle altre band alternative emergenti si vedeva che era composta da musicisti talentuosi. Credo che la serietà e la puntualità sia una delle caratteristiche che non hanno mai abbandonato i Subsonica». Ma la musica da quegli anni ad oggi è cambiata molto, nonostante il successo dei Maneskin possa aprire una luce in fondo al tunnel, chiede un po’ provocatoriamente Vignola. «Noi abbiamo avuto il trampolino di lancio delle Tv musicali – spiega Casacci – che permetteva alle band di uscire dalle metropoli e raggiungere le periferie più remote. Oggi invece la musica è più di consumo, esistono tanti talent ma non sono molti i nomi e i brani che restano. I Maneskin, senza entrare nel merito del valore artistico, potrebbero cambiare questo approccio ormai saturato».

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L’incontro con il rettore Adornato

In contemporanea, nel cortile del Palazzo Comunale, il rettore Francesco Adornato affrontava la complessa figura del cantautore Bruno Lauzi facendone emergere un ritratto vivo di “uomo libero”, come recitava il titolo dell’incontro. «Quando l’ascoltai la prima volta fu come se la mia malinconia di adolescente si facesse canzone – ricorda Adornato – Rivendicava la libertà di scegliere per coerenza e non per convenienza, è stato uno scrittore poliedrico. Suoi sono capolavori per grandi interpreti femminili come Ornella Vanoni e Mia Martini, adattando in italiano due testi di Roberto Carlos Braga e di Erasmo Carlos. ha esercitato la sua bizzarra creatività con risultati sorprendenti anche nelle canzoni per bambini: La tartaruga, Johnny Bassotto (cantata da Lino Toffolo), Cocciottella, Al pranzo di gala di Babbo Natale, l’audio-libro Virgola, un cane con le orecchie a sventola con disegni di Altan, fino a fondare una casa editrice di disco-libri, la “Pincopallo” dove poesia e canzone fanno corpo comune».

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Antonella Ruggiero

Nella notte invece a strappare forti applausi è stata la voce di Antonella Ruggiero, una delle più significative nel panorama italiano e ancora capace di regalare coinvolgenti emozioni al pubblico. Accompagnata da una band di primissimo livello, che ha spaziato tra ritmi jazz, latini e rock anni ’70  Ruggiero ha proposto una selezione dei suoi brani più famosi e apprezzati tra cui anche le intramontabili Ti sento e Vacanze Romane, alternandoli però con omaggi ad altri artisti di Genova, Bruno Lauzi con Ritornerai e Fabrizio de Andrè con Maria, ma anche internazionali come nel caso della regina della morna Cesària Evora con il brano Linda mimosa. La voce della Ruggiero è apparsa ancora in splendida forma tra acuti e le particolari modulazioni con cui ha caratterizzato tutta la sua carriera.

 

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