Sesso al night Sesto senso:
gestori assolti dopo 15 anni

APPIGNANO - Antonio Prenna e Gina Patrascu sono stati prosciolti in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Le accuse erano partite nel 2005, si parlava di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione
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I gestori del night Sesto senso di Appignano, Antonio Prenna, 57 anni, e Gina Patrascu, 37, assolti dopo una vicenda giudiziaria durata oltre dieci anni. La parola fine alle accuse legate ad una indagine che in principio contestava loro, quali gestori del night, il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, è arrivata con la sentenza della Corte di Cassazione che nei giorni scorsi ha confermato l’assoluzione per entrambi gli imputati (decisa dalla Corte d’appello di Ancona), che erano difesi dagli avvocati Paolo Giustozzi e Donatello Prete. Le accuse risalivano ad un periodo che andava dal 2005 al 2007. «Fin dalla inaugurazione del locale, avvenuta all’incirca in epoca coeva con l’avvio delle indagini – dicono i legali -, il locale venne sottoposto ad una pressante osservazione investigativa, vennero eseguite minuziose intercettazioni ambientali e telefoniche (risultano registrate oltre 1700 conversazioni) e acquisite decine di testimonianze. In primo grado gli imputati venivano condannati a dure pene (Prenna 4 anni e Patrascu 2 anni), cadde invece l’accusa più grave di sfruttamento della prostituzione. La Corte di Appello cui erano corsi gli imputati sovvertiva il giudizio di condanna che però non convinceva la Procura Generale.

Paolo_Giustozzi

L’avvocato Paolo Giustozzi

La Corte di Cassazione (martedì, ndr) ha definitivamente messo la parola fine su un lungo processo durato quindici anni dichiarando inammissibile il ricorso della Procura Generale. E’ terminata un’odissea giudiziaria per i due imputati ingiustamente accusati e condannati per un gravissimo reato che non hanno mai commesso. Una decisione che rende giustizia a degli imprenditori che hanno impegnato tutta la loro vita e i loro beni personali in un’impresa che ha dato lavoro a numerose persone».

Prenna e Patrascu, lui di Appignano, lei romena residente ad Appignano, erano finiti sotto accusa per aver favorito la prostituzione di otto donne, da un lato tollerandone la presenza nel locale, dall’altro mettendo a disposizione dei separé per consentire alle donne di appartarsi con i clienti. Prenna era anche accusato di aver procacciato i clienti interessati ad avere rapporti sessuali con le donne presenti nel locale. La condanna in primo grado, nel 2017, era arrivata solo per la contestazione di aver tollerato la presenza delle donne nel locale. Poi sono seguiti i due proscioglimenti.

(Gian. Gin.)

Sesso al night, doppia condanna



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