«Tagliare i fondi a RisorgiMarche?
Puro furore ideologico di Acquaroli»

POLEMICA - Maurizio Mangialardi, capogruppo regionale del Pd, critica il piano della Giunta che prevede una sforbiciata da 150 a 50mila euro per il festival ideato da Neri Marcoré: «Una decisione sbagliata e incomprensibile. E' sempre stato un volano di promozione turistica a beneficio delle popolazioni locali»
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Uno dei concerti della scorsa edizione di RisorgiMarche

 

«Colpo su colpo la giunta Acquaroli continua a mortificare la cultura e il comparto turistico della nostra regione. Non saremmo stati d’accordo, ma avremmo potuto comprendere, se l’intenzione di tale scempio fosse dettata dalla legittima volontà di cambiare modello. Ma qui, e questo va detto chiaramente, l’obiettivo è esclusivamente quello di smantellare e cancellare solo ciò che con tanta fatica si è costruito, senza proporre altra alternativa. In tal senso, il possibile taglio dei due terzi delle risorse destinate a RisorgiMarche ne sono l’ennesima eclatante dimostrazione».

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Maurizio Mangialardi

A dirlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, dopo il piano della Giunta regionale che prevede di ridurre il contributo alla rassegna ideata da Neri Marcorè e Giambattista Tosoni dopo il sisma del 2016 da 150mila a 50mila euro. 

«Si tratta di una decisione sbagliata e incomprensibile – afferma il capogruppo dem – perché RisorgiMarche ha rappresentato nel corso degli ultimi anni non solo un simbolo della rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2016, ma un evento che ha permesso da un lato di tenere accesi i riflettori sul dramma del terremoto, grazie soprattutto all’impegno di un grande artista marchigiano come Neri Marcorè, e dall’altro di creare un volano di promozione turistica a beneficio delle popolazioni locali, grazie ai concerti gratuiti dei migliori interpreti del panorama della musica italiana che hanno saputo valorizzare le straordinarie bellezze naturali della nostra montagna».

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Neri Marcorè e Giambattista Tosoni, organizzatori di Risorgi Marche

«Come si possa solamente immaginare – continua Mangialardi – di affossare una rassegna simile è difficilmente spiegabile se non con il furore ideologico che anima l’agire di questa Amministrazione regionale e una visione miope incapace di andare oltre una politica culturale e turistica provinciale e di scarso respiro. Se queste sono le modalità di ricomporre la frattura tra costa e aree interne, cavallo di battaglia della maggioranza, direi che c’è davvero di che preoccuparsi. Di certo, come gruppo assembleare del Partito Democratico, non permetteremo che tutto ciò si consumi in silenzio, all’interno delle fredde e tristi stanze del presidente Acquaroli, che ha tenuto per sé la delega al turismo, e dell’assessore alla Cultura Giorgia Latini, la quale sembra non perdere occasione per ferire i territori che la hanno eletta».

 

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