Bennato ricorda Battiato
«La prima volta insieme
nel 1973 a Civitanova»

LA NOTIZIA della morte dell'artista siciliano ha riportato alla memoria l'epica rassegna dove l'avanguardia della scena musicale dell'epoca si riunì per la "Woodstock italiana". Il ricordo di Kruger Agostinelli
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Franco Battiato nel 1973 a Civitanova (su gentile concessione di Kruger Agostinelli)

 

di Laura Boccanera

L’addio a Franco Battiato ha toccato oggi profondamente anche Civitanova. L’artista, cantautore, musicista siciliano, proprio qui nel 1973 allo stadio comunale fece il suo debutto alla prima rassegna di musica contemporanea.

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Il post di Edoardo Bennato

Impossibile spiegare per chi non l’ha vissuto cosa avesse rappresentato quel palco che ha visto avvicendarsi a Civitanova quanto di più innovativo, alternativo, sperimentale e d’avanguardia vi fosse sulla scena musicale italiana. Perfetti sconosciuti che nel giro di pochi anni sarebbero diventati Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Franco Battiato e anche Edoardo Bennato. E’ proprio il musicista a ricordare quell’appuntamento epico entrato nella storia musicale italiana. In un post Bennato ricorda così il collega: «un pensiero per Franco, di cui ho avuto sempre grande stima, fin dalla nostra prima esperienza comune sul palco di Civitanova nel 1973». Tornarono entrambi, varie volte. Battiato fu ospite anche al teatro Rossini nel 2009 e più recentemente nel 2017 in piazza XX Settembre per il premio alla carriera conferito da Vita Vita. A rivivere quegli anni e raccontare cosa fosse quell’incontro di musicisti dalle belle speranze e dal talento che stava per divampare è Kruger Agostinelli, ai tempi inviato dal quotidiano Corriere Adriatico, all’epoca diretto da Pino Scaccia per seguire la rassegna. «Ricordo l’aria che si respirava, era la nostra Woodstock, ovunque era festa e libertà – racconta Kruger Agostinelli – è stato il festival musicale più importante che si è svolto in Italia, migliore perfino di quello alle terme di Caracalla, era un laboratorio di pura avanguardia musicale. Battiato su quel palco era un marziano, era la sua fase più sperimentale ed intellettuale, c’erano De Gregori, Venditti, Pfm, gli Osanna». Chi c’era racconta che Battiato si presentò sul palco e chiese a qualcuno del pubblico del tutto digiuno di musica di accompagnarlo. Ne nacque una performance di silenzi, scoordinata, una provocazione intellettuale che però destò scalpore e fu molto criticata fra lo sconcerto generale del pubblico. Un’epoca in cui il musicista, l’artista suonava per sé, per superare il proprio limite e andare oltre gli spazi e le convenzioni, tanto che l’esibizione finì con un teatrale inchino fra i fischi dei presenti.

Addio a Franco Battiato Nel suo centro di gravità permanente anche Padre Matteo Ricci (Video)

 



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