Rischio Covid con esami in presenza,
il rettore: «Seguite indicazioni del ministero»

MACERATA - Polemiche dopo il decreto di Francesco Adornato, che spiega esiste la possibilità di sostenere le prove a distanza con una richiesta motivata
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In presenza o tra le mura domestiche e comunque a distanza: per gli esami di maggio in ateneo non sembra placarsi il dibattito dopo il decreto del rettore. L’uscita di Adele Grassetti, rappresentante degli studenti di Giurisprudenza, ha ufficializzato quello che è un pensiero che ricorre abbastanza diffusamente negli ambienti del citato Dipartimento, sia tra gli studenti che tra i docenti. «Gli esami in presenza a maggio sono un rischio per la sicurezza, la campagna di vaccinazione non è chiusa, i locali sono piccoli per esami che richiamo centinaia di studenti» è il motivo ricorrente delle critiche formulate. Dal canto suo il rettore di Unimc Francesco Adornato ribadisce la posizione assunta con il suo decreto di alcuni giorni fa: «Il decreto dispone che si possano fare gli esami in presenza o a distanza facendo motivata richiesta. Esattamente la posizione indicata nel decreto fatto dal ministro». Peraltro un protocollo operativo, appunto per il ritorno degli esami in presenza, è stato sottoscritto dal dipartimento di Studi Umanistici e da Scienze Politiche. Manca all’appello solo Giurisprudenza, che è poi il dipartimento che ha visto nascere la protesta contro il ritorno degli esami in presenza ad Unimc.

(l. pat.)

Esami in presenza a Unimc, «un ritorno alla normalità pericoloso»



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