Arturo, travolto e ucciso a 9 anni
La procura chiede l’archiviazione
ma la famiglia non ci sta

OMICIDIO STRADALE - Il bambino era stato investito sulla provinciale 78 a Sant'Angelo in Pontano. Il consulente del pm non ha ritenuto vi fossero responsabilità da parte del conducente. I familiari del piccolo hanno fatto opposizione, oggi l'udienza in tribunale. Il legale: «Abbiamo fatto una super perizia, l’automobilista ha colpe»
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Il luogo dell’incidente

 

di Gianluca Ginella

Arturo investito e ucciso a 9 anni, la procura ha chiesto l’archiviazione dell’indagine, la famiglia si è opposta e oggi si è svolta l’udienza al tribunale di Macerata. Il bambino, Arturo Pagni, era stato investito da un’auto a Sant’Angelo in Pontano nel tardo pomeriggio del 13 agosto del 2019.

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Arturo Pagni

Arturo viveva a Londra con i genitori, la mamma, Maria Sole, è originaria di Sant’Angelo in Pontano. Come ogni estate il bambino anche quell’anno era venuto in vacanza nelle Marche oltre che con la mamma anche con le due sorelline. Intorno alle 19 di quel giorno il bambino era uscito sulla provinciale 78.

In quel momento stava passando una Fiat Tipo con al volante un uomo di 77 anni.

Il conducente aveva travolto il piccolo per poi trascinarlo per diversi metri prima di arrestare l’auto. Nonostante i tentativi di salvargli la vita, il piccolo non si era ripreso. L’anziano al volante dell’auto era stato indagato per omicidio stradale.

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L’avvocato Francesco De Minicis

La procura aveva nominato un proprio consulente per ricostruire l’incidente e in base a quanto rilevato dall’esperto, che ha ritenuto l’anziano non abbia avuto responsabilità nell’incidente e che il bambino era uscito all’improvviso sulla 78, è stata chiesta l’archiviazione La famiglia di Arturo, assistita dall’avvocato Francesco De Minicis, ha fatto opposizione e questa mattina si è svolta l’udienza davanti al giudice Giovanni Manzoni. «Abbiamo depositato una super perizia, redatta da un luminare, Mattia Strangi, che riconosce la piena responsabilità dell’automobilista – dice l’avvocato De Minicis –. L’anziano conducente si è fermato a 36 metri dal punto dove è avvenuto l’impatto. Se viaggiava a 25 chilometri all’ora come sostiene il pm, allora, dice il nostro perito, avrebbe dovuto fermarsi a circa 3 metri e mezzo dall’impatto, una volta iniziato a frenare. Aspettiamo la decisione del giudice, che si è riservato».

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