«Il clima influenza i pollini,
nelle Marche abbondano le Cupressacee
ma ci sono anche dannose specie aliene»

AMBIENTE - Sono alcuni dei dati emersi durante il convegno organizzato dall'Arpam. La dottoressa Nadia Trobiani: «Si stima che ad ogni aumento di mezzo grado di temperatura i pollini si decuplicano»
- caricamento letture

 

pollini_allergie

 

di Claudia Brattini

Specie “aliene” nelle Marche: non stiamo parlando di extraterrestri ma di pollini. Grazie al bollettino diffuso costantemente dall’Arpam Marche sono state riscontrate, ad esempio, specie come l’Ambrosia e la Brussonetya papyrifera di origine asiatica. che si affiancano alle tipiche Cupressaceae, Oleacee, Fagaceae e Corilacee (nocciolo) che abbondano soprattutto sui Sibillini. 
Sono alcuni dei tanti elementi emersi durante “Pollini e cambiamenti climatici: scenari e prospettive”, il convegno organizzato da Arpa Marche – coordinato dal direttore generale Giancarlo Marchetti – e a cui erano presenti le maggiori istituzioni regionali: Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno, Gianluca Gregori, Rettore Università Politecnica delle Marche, Stefano Laporta, Presidente Ispra/Snpa, Stefano Aguzzi, assessore regionale all’Ambiente e  Vannia Gava, sottosegretario di Stato al Ministero della Transizione Ecologica.
La presenza nutrita e diversificata al webinar sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare al problema dei cambiamenti climatici anche in relazione ai pollini circolanti.
Sta assumendo un valore crescente l’aerobiologia, la disciplina che studia la presenza di pollini e spore nell’atmosfera: fenomeno dovuto principalmente all’incremento delle allergie da pollini, che – secondo i dati dell’Oms– si posizionano ai primi posti delle malattie croniche tanto che si stima colpiscano fino 40% della popolazione e la cui incidenza si concentra proprio nelle aree urbane. Sempre secondo l’Oms questa incidenza è drammaticamente destinata ad aumentare nei prossimi decenni.
La sintomatologia da allergia è in aumento e il fatto che i casi crescano nei centri urbani è assolutamente centrale, emerge innegabilmente quanto gli inquinanti chimici possano essere messi in correlazione con l’aumentare delle reazioni allergiche e in generale con la sfera della salute.

nadia_trobiani_biologa_arpam

Nadia Trobiani, biologa Arpam

I POLLINI TESTIMONI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO – Nadia Trobiani, biologa del Centro regionale aerobiologia del Dipartimento Provinciale di Ascoli Piceno e referente della Rete PollNet, ha esposto gli studi effettuati che collegano trend pollinici a variabili climatiche, in correlazione alla biodiversità di cui l’Italia rappresenta un serbatoio importante.
Nelle Marche è emersa, ad esempio, la presenza di specie “aliene” (cioè di specie introdotte dall’uomo, intenzionalmente o accidentalmente, al di fuori del loro luogo naturale e che hanno impatti sull’ambiente, rappresentando una crescente minaccia alla biodiversità). Sono state riscontrate, ad esempio, specie come l’Ambrosia e la Brussonetya papyrifera di origine asiatica.
Le Marche, tuttavia, abbondano di Cupressaceae, Corilacee (nocciolo), Oleacee e Fagaceae. Le Cupressaceae , i cui cipressi un tempo erano considerati cimiteriali, oggi sono utilizzate moltissimo nelle città per il verde pubblico come piante ornamentali, da qui deriva l’incremento della pollinosi in periodi più estesi.
L’entroterra nella zona dei Sibillini vede, invece, una predominanza di pollini di nocciolo.
«Il clima – ha ribadito la dottoressa Trobiani nel corso del suo intervento – gioca un ruolo importantissimo nell’emissione dei pollini durante la fioritura delle piante e l’innalzamento climatico ne è in parte responsabile, tanto che si stima che ad ogni aumento di mezzo grado di temperatura i pollini si decuplicano».

MOBILE- HEALTH TECHNOLOGY – L’utilizzo di tecnologie mobili specifiche per la cura più adeguata nella Immuno Terapia Specifica in Allergologia è stato il tema affrontato dal professor Salvatore Tripodi, della ASL di Roma.
Allergymonitor®, è un App (scaricabile gratuita temente) in cui i pazienti possono inserire i sintomi giornalmente e che permette al medico di seguire i pazienti da casa mettendo in correlazione l’andamento delle concentrazioni polliniche presenti in una data area con l’evoluzione dei sintomi del singolo paziente residente nella medesima area. La comunicazione bidirezionale medico – paziente riesce sicuramente a migliora l’aderenza alle terapie.
Una vera e propria innovazione a servizio dei pazienti grazie allo sviluppo di un App capace di monitorare i sintomi per collegarli attraverso un algoritmo con l’esposizione ai pollini. Esiste, infatti, una correlazione importante fra esposizione a determinati pollini e sintomatologia. – Nell’area mediterranea – sottolinea il Dott. Tripodi – particolarmente ricca di vegetazione sono presenti fenomeni di polisensibilizzazioni (sensibilizzazione multipla a pollini appartenenti a famiglie diverse) e per individuare la terapia è fondamentale conoscere le curve polliniche per trattare la sensibilizzazione.
Il dott. Tripodi sottolinea: «La diagnostica molecolare aiuta molto per queste individuazioni e per poter produrre una diagnosi e cura altamente specifici ».
Stefano Laporta – presidente Ispra, sistema nazionale protezione dell’ambiente – ha sottolineato che « la tendenza mostra un incremento dei casi di allergia ai pollini, i dati dimostrano peraltro quanto sia sinergico ad esposizione e inquinanti atmosferici, che aumentando il rischio di sensibilizzazione e di esacerbazioni dei fenomeni clinici ».
Il professor Sandro Fuzzi, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Cnr, ha parlato delle mutazioni climatiche nel XXI secolo. «Il riscaldamento climatico in atto – ha evidenziato Fuzzi – è dovuto alle emissioni pregresse e che dureranno per secoli, l’anidride carbonica permane, infatti, nell’ atmosfera per secoli. Oggi le attività antropiche hanno causato un innalzamento medio di un grado rispetto al periodo pre industriale».
Andrea Catorci, professore dell’Università di Camerino, ha illustrato quanto il cambiamento climatico sia impattante non solo con anticipi o posticipi sulla fioritura – ne sono un esempio le fagaceae – ma anche sui cicli vitali degli insetti, la cui assenza sfavorisce tutte quelle piante che si riproducono grazie ad essi.
Nello spazio vuoto che si crea in natura le piante sfavorite vengono sostituite con le piante che usano il vento e la cui emissione di pollini (pollini anemofili) crea maggiori ripercussioni sanitarie.
Il cambiamento climatico, dunque, altera anche il turn over legato alle popolazioni degli insetti che stanno drammaticamente riducendosi.
La speranza, dunque, è che gli esperti del settore – in sinergia con gli enti pubblici e privati -concorrano ancora insieme allo sviluppo della ricerca in questo ambito e alla relativa utilissima divulgazione dei dati, anche attraverso la rete Pollnet, ente di monitoraggio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, che è capace di collaborare fra regioni in campo ambientale e sanitario per il bene comune del cittadino.
Come ha aggiunto la dottoressa Nadia Trobiani – per avere un’idea della previsione di quali specie emetteranno pollini allergenici nel prossimo periodo e conoscere i picchi tipici delle piante si possono consultare i calendari pollinici e delle spore elaborati dal Centro per ogni singola stazione, ottenuti con una media decennale di dati giornalieri. –
In conclusione, gli studi confermano quanto l’inquinamento ambientale sia strettamente collegato con l’emissione di pollini e la sensibilizzazione su questo tema – anche attraverso il monitoraggio – è quanto mai efficace, anche ai fini preventivi.
Sembra, inoltre, dimostrata anche l’efficacia della mascherina con filtro ffp2 per ridurre l’inalazione e quindi i sintomi allergici.
Per conoscere i dettagli, i bollettini settimanali con i relativi consigli si possono consultare i siti dell’ARPA Marche e nella Rete Nazionale di POLLnet.
https://pollini.arpa.marche.it/
http://www.pollnet.it/default_it.asp
L’APP “pollini” permette di conoscere i livelli di concentrazioni giornaliere dei pollini dispersi nell’aria appartenenti alle principali famiglie botaniche allergeniche presenti nel territorio di riferimento delle stazioni di monitoraggio aerobiologico della Regione Marche.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X