Furto all’ippodromo e rapine in superstrada,
sgominata banda: otto arresti

OPERAZIONE dei militari della Compagnia di Siena. I malviventi, di origine sinti e residenti in provincia di Perugia, si fingevano carabinieri e rapinavano i malcapitati, come accaduto lo scorso gennaio a un 51enne di Porto Recanati lungo la superstrada a Montecosaro. Sono ritenuti responsabili anche del colpo messo a segno a febbraio al Mori di Civitanova Alta, dove vennero trafugate selle, imbracature e materiale tecnico di settore per un ammontare di oltre 5mila euro
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Foto d’archivio

 

Furto all’ippodromo Mori di Civitanova e rapine lungo la SS77 fingendosi carabinieri, sgominata una banda di 8 malviventi di origine Sinti residenti in provincia di Perugia. Sono stati arrestati ieri dai carabinieri della Compagnia di Siena 8 uomini e ci sarebbero altre 11 persone indagate. Le indagini partono l’estate scorsa e sono state portate avanti dai carabinieri e dalla magistratura di Siena nell’ambito dell’operazione denominata “Ostentazione”. La banda infatti aveva seminato il panico in quel periodo in più regioni: Toscana, Umbria, Marche e Lazio con furti, rapine e assalti ai bancomat. Agli 8 arrestati sono stati attribuite due rapine tra le province di Siena e Arezzo, quattro furti aggravati con spaccata ai danni di sportelli bancomat tra Roma e Perugia e 10 furti nelle province di Siena e Macerata. In particolare uno riguarda anche Civitanova dove lo scorso 8 febbraio la banda si era introdotta all’interno dell’ippodromo Mori di Civitanova Alta trafugando selle, imbracature, materiale tecnico di settore per un ammontare di oltre 5mila euro (leggi l’articolo). E potrebbe esserci la loro mano anche dietro alla rapina di un 51enne commerciante di Porto Recanati avvenuta all’inizio di gennaio di quest’anno lungo la SS77 in direzione Civitanova all’altezza dell’area di servizio Chienti nel comune di Montecosaro. Tra le attività criminose messe in piedi dalla banda infatti ci sono anche i furti e le rapine lungo la SS 77 ai danni di alcuni viaggiatori che veniva invitati a fermarsi facendo loro credere di trovarsi di fronte ad un’auto dei carabinieri. Una volta che la vittima si fermava veniva derubata. E’ successo così anche a Montecosaro quando la banda ha affiancato l’auto del commerciante tirando fuori una paletta e inducendo il conducente ad accostare. Una volta fermi i quattro banditi, con le divise da carabinieri, gli hanno sottratto il Rolex Daytona e il borsello che era sul sedile e poi sono scappati. I furti ai bancomat avvenivano anche in questo caso sempre con lo stesso modus operandi: a effettuare i sopralluoghi sarebbero state donne del gruppo, poi gli uomini intervenivano con carroattrezzi rubati e si davano alla fuga con auto anch’esse rubate. Per identificare i malviventi i carabinieri si sono serviti di tabulati telefonici e di intercettazioni ambientali. Le indagini hanno permesso, inoltre, di accertare l’esistenza di numerosi appoggi logistici nel centro Italia, che fornivano ai 19 indagati un costante sostegno nelle loro attività, nonché una continua interscambiabilità di ruoli nell’attuazione dei crimini. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche 8 perquisizioni nei confronti di altrettante persone con l’ausilio di personale del nucleo cinofili di Firenze e Roma.

 

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