I 40 anni dal gol di Morbiducci,
protagonista del derby dei record

SOMMA ALGEBRICA - La Curva Just ha ricordato con uno striscione la sfida fra Maceratese e Civitanovese del 5 aprile del 1981, giocata all'Helvia Recina di fronte ad oltre 10mila spettatori. Il racconto di quella partita memorabile per il club biancorosso
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Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

RISERVATO ai nostalgici.

UN TUFFO NEL PASSATO per ricordare uno degli episodi più belli (+++) del calcio biancorosso.

UN AMARCORD che ci riconduce a 40 anni fa.

CELEBRATO da uno striscione appeso qualche giorno fa di fianco al monumento ai Caduti, firmato dalla Curva Just.

RIMETTIAMO LE LANCETTE DELL’OROLOGIO alle ore 16 del 5 aprile 1981, inizio di uno storico derby fra la Maceratese e la Civitanovese (+++), impegnate in un serrato duello al vertice dell’allora Serie C2.

CHE ALLA FINE AVREBBE ASSICURATO ALLA SQUADRA DI BENIAMINO DI GIACOMO la promozione in C1 (+), insieme al Padova.

ED AI BIANCOROSSI un terzo posto (davanti al Mestre). Statisticamente eccellente in rapporto al programma di partenza, ma nella circostanza accolto con un po’ di delusione dalla tifoseria che rimproverò (-) alla dirigenza di non aver creduto sino in fondo nelle chances di promozione nonostante un introito totale di oltre 400 milioni di lire prodotto dai botteghini dello stadio.

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Lo striscione della Curva Just, appeso qualche giorno fa di fianco al monumento ai Caduti, per ricordare i 40 anni da quel derby

QUELLA fu una domenica davvero speciale! (+++).

SOPRATTUTTO per l’indimenticabile cornice di pubblico dell’Helvia Recina (+). Record di spettatori paganti (10.500) e d’incassi (65 milioni di vecchie lire al netto della quota abbonati), ancora imbattuto anche in rapporto con l’attuale euro. Addirittura superiore al precedente, nei due dati, risalente ad un Maceratese-Anconitana del campionato di serie C 1966/1967, allorché la formazione di Giammarinaro sfiorò la Serie B. Appannaggio del Perugia per un solo punto.

E POI PER LA VITTORIA (+) dei biancorossi di Pino Brizi (allenatore) e Tonino Seri (direttore tecnico), che al momento sembrò riaprire il campionato sin lì incardinato sul monopolio del Padova ed appunto della Civitanovese.

MI RICORDA L’AVVOCATO GIANCARLO NASCIMBENI (allora giovane ma già carismatico direttore sportivo della società di palazzo De Vico, retta dal senatore Tambroni con il prezioso contributo di Moressi e del segretario Giuseppe Monachesi): «I biglietti si esaurirono nella prevendita conclusasi il venerdì precedente senza più tagliandi. D’accordo con le autorità preposte all’ordine pubblico, molto comprensive, si decise di abbattere la rete di recinzione della curva nord, vicino alla bocciofila, soprattutto a beneficio dei tifosi più giovani rimasti fuori dallo stadio insieme a tanta altra gente (un migliaio circa). Si rimediò una sistemazione sul prato, da sempre inagibile».

QUINDI TIFOSERIE a stretto contatto di gomito; ma senza incidenti, salvo qualche (eufemismo)…inevitabile spintone (+)

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Le squadre all’ingresso in campo

INCANDESCENTE IL CLIMA AGONISTICO sul campo fra due squadre in salute (+).

I ROSSOBLU’ DI DI GIACOMO addirittura imbattuti (+) dopo venticinque incontri; i biancorossi di Brizi senza sconfitte da diciassette partite.

L’ULTIMA (-) risalente proprio al derby di andata disputato a Civitanova.

VINTO DAI PADRONI DI CASA con una rete di Morra. Anche questo consegnato alla storia (+) perché realizzato in “zona Cesarini”. La punta portorecanatese sorprese gli ospiti incredibilmente in contropiede, a causa di una loro precedente, presuntuosa, azione offensiva condotta da Gazzani e non sfruttata, sul centro area avversaria, da Pagliari.

SCATTO’ LA RIPARTENZA degli attaccanti di Di Giacomo, e fu il patatrac (-).

LO STUPORE ED IL DISORIENTAMENTO (-) soffocarono in gola la voce del telecronista. Il sottoscritto.

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Un guizzo di Morbiducci decide il derby all’Helvia Recina

COSI’ COME, nella rivalsa dell’Helvia Recina, l’esplosione di entusiasmo del medesimo per il gol del successo della Maceratese fu complice di un suo grossolano errore di individuazione (-) dell’autore. Il colpo di testa di Morbiducci fu confuso con quello di Pagliari.

SOFFERENZA IN PANCHINA (-) anche per Nascimbeni.

RACCONTA L’AVVOCATO: «Ricordo la reazione dei rossoblù che ci mise in forte difficoltà. Il tempo non passava mai. Io però urlavo ai miei giocatori che il derby era finito. Ancora pochi secondi di resistenza, di sacrificio. Mi si avvicinò l’arbitro (Corigliano di Crotone) e mi avvertì di stare zitto. Altrimenti, mi minacciò, “per lei l’incontro finisce subito qui. Con la sua espulsione”».

RIDOTTO DI DUE PUNTI (+) il deficit di classifica della Maceratese rispetto ai rivieraschi dall’inzuccata di Morbiducci, il campionato arriverà poi allo snodo di Monselice. A cinque turni dalla conclusione.

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L’avvocato Nascimbeni prima del derby

VENETI TEAM DI BASSA CLASSIFICA (-), quindi affrontabili con il favore del pronostico. In coincidenza con lo scontro diretto Civitanovese-Padova.

SEMPLICI I CONTI IN CASA BIANCOROSSA: successi delle due formazioni ospiti e finale da giocarsi sul filo di lana fra “cugini”.

ACCADRA’ INVECE L’ESATTO CONTRARIO (-): biancorossi saranno battuti dalla squadra di Reja, nonostante il vantaggio iniziale del rigore di Smeraldi; i rossoblù supereranno invece il Padova con un gol di Zorzetto, il cui tiro ebbe il favore del vento che al Polisportivo non manca mai di spirare in favore dei padroni di casa.

RINVIATE ALL’ “APPIANI” PATAVINO (trasferta a Padova nella penultima giornata) le magre speranze residue (-).

MA SARA’ PURTROPPO SCONFITTA (2-3). Pur se emozionante per lo strepitoso recupero biancorosso nella ripresa da 0 -3 ed addolcita dalle splendide giocate di Pagliari. Che incantarono il pubblico sino all’applauso a scena aperta.

MA NULLA DI CONCRETO (-) per bloccare in extremis l’accesso del Padova e della Civitanovese in C1.

PREMIO alla fine meritato (+++).



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