«Viva Stefano, sempre per sempre
Non si muore finchè resta il ricordo»
Il dolore al funerale del 32enne

MACERATA - In tanti hanno partecipato alla funzione nella chiesa Santa Madre di Dio. Il migliore amico, Alex Sblendorio: «Non essere geloso quando abbraccerò i tuoi genitori, in quel gesto ci sarai anche tu». I messaggi di chi gli ha voluto bene: «Amarti è stato facile, dimenticarti impossibile». Stefano Valchi è morto nel sonno mercoledì
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Il funerale di Stefano Valchi

 

di Gianluca Ginella (foto Fabio Falcioni)

«Stefano aveva sempre un sorriso per tutti, fratello mio non essere geloso se abbraccerò tua mamma e tuo papà perché in quell’abbraccio ci sarai anche tu. Nessuno muore finché vive nel ricordo di chi resta. Sempre per sempre, viva Stefano» è il messaggio letto da Alex Sblendorio al funerale di Stefano Valchi il 32enne di Macerata morto nel sonno mercoledì scorso.

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Stefano Valchi

Ad ascoltare quelle parole, questa mattina alla Santa Madre di Dio, c’erano almeno 150 persone tra chi era seduto ai banchi e chi è rimasto fuori sulla collinetta d’erba e sul piazzale di fronte alla chiesa. E sulle pareti gli amici hanno appeso alcuni cartelloni e una foto di Stefano. Nei messaggi hanno scritto: «Sei e sarai sempre la nostra musica leggerissima» e un altro dice «amarti è stato facile, dimenticarti impossibile. Vivrai per sempre nei nostri cuori». La funzione è stata celebrata da don Oscar Mwansa in sostituzione del parroco don Carlos che è stato dimesso ieri dall’ospedale («mi ha detto di essere rimasto molto colpito dalla morte di Stefano») ha detto il sacerdote. Di fronte a lui il feretro di legno chiaro circondato dai fiori degli amici, degli zii e parenti. E davanti al feretro il papà di Stefano, Paolo, costretto sulla sedia a rotelle, e la mamma Rosalba (cancelliera del tribunale di Macerata, ora in pensione). La famiglia, a cui il parroco ha detto «non siete soli, avrete un angelo che prega per voi dal cielo» è stata colpita all’improvviso dalla morte dell’unico figlio. Stava dormendo, mercoledì, e non si è più svegliato. Il 118 è arrivato sul posto, in via Valerio, ma ormai per Stefano non c’era niente da fare. Una morte che ha scosso Macerata, ed è stato testimoniato questa mattina dalle tante persone che hanno partecipato al funerale del 32enne. In chiesa, per via delle regole per limitare il contagio del Covid, è entrata solo la metà (forse meno) dei presenti. Gli altri hanno seguito la funzione da fuori.

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Alex Sblendorio legge il messaggio in chiesa

Prima della fine della cerimonia ha preso la parola Alex: «Il mio cuore è spezzato, non è facile oggi parlare. Stefano era più di un fratello per me» ha esordito. L’aveva conosciuto una sera d’estate del 2015, «Stefano era solo e l’ho invitato a stare con noi. Da quel momento siamo sempre stati insieme. Era una forza della natura, aveva sempre una parola buona per tutti, e nonostante i problemi aveva sempre anche un sorriso per tutti. Ne abbiamo passate tanto insieme» e ha ricordato i compleanni, le serate, le festività, la vacanza in Puglia «la mia terra di origine, quando hai conosciuto i miei amici d’infanzia che ti hanno subito accolto. Da quando ci siamo conosciuti non ci siamo più lasciati. Siamo stati sempre insieme, ogni sera l’abbiamo trascorsa insieme. Tutti ci ricordano così: insieme, come il pane e il burro. Fratello mio (lo ha ripetuto più volte nel messaggio, ndr) anche se non ci sei più questi ricordi rimarranno sempre. Mancherai a tutti. Non essere geloso quando suonerò a casa tua e pranzerò con i tuoi genitori. Non essere geloso quando abbraccerò i tuoi genitori perché in quell’abbraccio ci sarai anche tu». Al messaggio è seguito  un lungo applauso in chiesa, «parole profonde quelle che abbiamo sentito dall’amico di Stefano» ha commentato don Mwansa, sottolineando ancora ai genitori che non sono soli nel dolore.

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Il parroco Oscar Mwansa

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«Stefano era di una generosità unica, si spendeva per gli altri e il papà»

 

Tragedia a Macerata: Stefano Valchi muore a 32 anni



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