Eneide tradotta da Annibal Caro,
il Comune pubblica la ristampa

CIVITANOVA - La prima edizione venne pubblicata nel 1581, nel 440esimo anniversario l’Amministrazione comunale ha fatto stampare anche una preziosa cartella d’arte, curata da Enrica Bruni
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Enrica Bruni e Fabrizio Ciarapica

 

Sono trascorsi 440 anni dalla prima pubblicazione, postuma, della traduzione dell’Eneide da parte dell’illustre civitanovese Annibal Caro, prestigioso traduttore, umanista, poeta e personalità di spicco del Cinquecento. In occasione di questa ricorrenza, il Comune di Civitanova ha provveduto alla ristampa, con una preziosa veste tipografica, dell’anastatica dell’Eneide di Virgilio, tradotta dal Caro e pubblicata nel 1581, che ha a corredo l’introduzione del professor Giulio Ferroni, uno dei maggiori e accreditati studiosi dell’opera di Caro, componente del Comitato scientifico dell’Osservatorio Annibal Caro, accanto a personalità autorevoli come Marcello Verdenelli, Stefano Papetti, Enrica Bruni, Mara Pecorari, Pier Luigi Cavalieri e il compianto prof. Riccardo Scrivano, membro ad honorem. Con l’Eneide si è data alla stampa anche la preziosa cartella d’arte “Omaggio ad Annibal Caro”, curata da Enrica Bruni, direttore della Pinacoteca civica Marco Moretti, primo pregiato esemplare di una collana che ogni anno si arricchirà di una nuova edizione realizzata grazie al contributo di valenti artisti incisori che, di volta in volta, creeranno opere originali ispirate dagli scritti cariani, interpretati ed illustrati seguendo il loro particolare sentire creativo. L’opera incisoria dal titolo “No, che baciandola la desterei”, frase che si trova nel primo libro del romanzo, è tirata in 100 esemplari numerati e firmati.

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La ristampa dell’Eneide tradotta da Annibal Caro

«Nel 2019, l’Amministrazione comunale – spiega il sindaco e assessore alla Cultura Fabrizio Ciarapica – volendo celebrare e ricordare Annibal Caro, ha istituito l’Osservatorio formato da personalità autorevoli, con il compito di promuovere adeguatamente la figura del letterato, la ricerca e lo studio delle sue opere, creando nuove connessioni per la valorizzazione del territorio, del suo patrimonio e della sua memoria storica-artistica. Inoltre abbiamo organizzato la mostra artistica e documentale “Annibal Caro. Il rammemorar m’è dolce in piccolo Terra”, allestita presso la Pinacoteca civica Marco Moretti. Oggi siamo orgogliosi di presentare altre due iniziative, sempre curate dalla dottoressa Bruni che ringrazio, segni tangibili finalizzati a dare nuova vitalità al retaggio culturale lasciatoci da Annibal Caro. L’anastatica dell’Eneide, che sarà inviata a tutte le biblioteche pubbliche delle Marche, e la cartella d’arte – conclude Ciarapica – saranno un prezioso omaggio che l’Amministrazione comunale donerà a personalità di spicco e in occasioni istituzionali di rilievo, ma ancor prima saranno i messaggeri di nuove e approfondite ricerche sul Caro e la sua influenza sulla cultura italiana anche recentissima».

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Le cartelle d’arte

L’artista marchigiana Valentina Formisano, insegnante all’Accademia di Belle Arti di Roma, per la prima cartella d’arte, ha realizzato una incisione ad acquaforte e ceramolle che trae ispirazione dal romanzo pastorale “Dafni e Cloe” di Longo Sofista (III secolo d. C.), tradotto nel 1538 da Annibal Caro. «La Pinacoteca civica Marco Moretti, a causa del Covid-19 è chiusa, ma non ferma – ha dichiarato il direttore Bruni illustrando la stampa. La luce della cultura non si è spenta, anzi per noi è più che mai viva e lo dimostrano queste due importanti realizzazioni che l’Amministrazione comunale ha fatto realizzare. In particolare, la cartella d’arte ispirata agli “Amori pastorali di Dafni e Cloe”, tradotti da Annibal Caro e pubblicati nel 1786 a distanza di 248 anni, ci svela un Caro eclettico conoscitore dei generi letterari, traduttore raffinato, moderno e brioso che si cimenta con un romanzo di età imperiale che divenne un modello della narrativa erotica moderna, da leggersi, come suggeriva Goethe, una volta l’anno».



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