Parrucchiere aperto per protesta:
«Chiedo solo di continuare a lavorare,
non mi sento tutelato»

ZONA ROSSA - Contro le restrizioni in vigore da oggi in provincia di Fermo, Claudio Fiori porta avanti una sua personale battaglia: «La mia categoria è penalizzata ingiustamente ed io mi sento abbandonato»
- caricamento letture

PHOTO-2021-03-10-09-05-00

Claudio Fiori

 

di Silvia Remoli

Stando al Dpcm dello scorso 2 marzo 2021 il suo esercizio commerciale rientra tra quelli che devono restare chiusi, ma lui stavolta non ci sta. Claudio Fiori, 45 anni, titolare di una parrucchieria/barberia in viale Trieste a Fermo, in zona Santa Caterina, vuole esprimere il suo “totale dissenso” per le restrizioni che investono la sua categoria e che la “penalizzano rispetto ad altre”: da oggi infatti la provincia di Fermo entra in zona rossa e ciò comporta l’abbassamento di serrande di molte attività, ma non di tutte (prosegue senza limitazioni infatti il commercio di libri, calzature per bambini, biancheria, articoli sportivi, giocattoli, cosmetici, materiale per ottica e fotografia, prodotti informatici).

PHOTO-2021-03-10-09-04-16

Per questo motivo ha deciso che oggi il suo negozio resterà aperto: si è messo in proprio da poco, dopo lo scioglimento di una vecchia società, e tanta è la passione per il suo mestiere, un lavoro che lo mette a contatto con la gente, è vero, ma che lui garantisce svolgere in totale sicurezza. Si sfoga così il parrucchiere, precisando che la sua è una battaglia strettamente personale.

«Ho sempre dimostrato un forte senso civico, ho sofferto per le vittime del Covid ed ho pianto la scomparsa di genitori di miei cari amici a causa di questo virus infernale – dice il parrucchiere -. Quindi lungi da me sottovalutare il problema salute o fregarmene delle regole imposte. La verità è che non mi sento tutelato dalla classe dirigente, non mi sento ascoltato, avverto un totale senso di abbandono, i ristori sono arrivati a ‘trozzi e bocconi‘ e, di certo non hanno compensato le perdite subite sotto lockdown. Questo è l’unico modo per far capire che ci sono e che non riuscirei a sopravvivere senza lavorare. Le disposizioni cambiano di settimana in settimana e tutto sembra fuori controllo: non è che navighiamo a vista, come ci è stato detto più volte, ma qui si brancola addirittura nella nebbia fitta».

Il parrucchiere dice di aver sempre osservato tutte le norme per evitare i contagi nello svolger la sua professione, «ho attrezzato il mio locale con i dispositivi di disinfezione e svolto la sanificazione degli ambienti. Chiedo solo di poter proseguire a lavorare in ottemperanza a queste norme. Ovviamente non posso permettermi di giudicare i miei colleghi che ottemperano alle regole e restano chiusi, io porto avanti una mia protesta personale: ho un figlio a cui vorrei dare ogni possibilità nonché delle spese da sostenere per questa mia nuova attività, tra cui fornitori e affitto, scadenze che vorrei onorare come ho sempre fatto».

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X