Civitanova, qui l’Apollo 14
«Emozione unica il segnale dallo spazio»

50 ANNI fa il medico e radioamatore Ruggero Bartolucci ascoltò i segnali radio che gli astronauti statunitensi lanciarono passando sopra il cielo della città. Il ricordo del figlio Cesare, anche lui dottore
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Gli astronauti della missione Apollo 14

 

di Laura Boccanera (foto di Ciro Lazzarini)

Nell’anno dell’ “Ammartaggio” sul pianeta rosso della sonda Perseverance c’è una piccola grande storia civitanovese che festeggia un altro anniversario: i 50 anni dal passaggio dell’Apollo 14 sopra il cielo di Civitanova. Il 31 gennaio del 1971, infatti, l’Apollo 14 con al comando l’esperto astronauta Allen Shepard e Stuart Roosa alla guida della navicella inviarono segnali radio dall’alto della loro postazione.

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Il dottor Cesare Bartolucci nel suo ambulatorio museo

A riceverli, a terra, c’era un medico appassionato radioamatore che captò quel segnale e effettuò ben due collegamenti radio con la navicella. Di tutta questa storia, delle radio usate negli anni e il diploma rilasciato dalla Nasa a testimonianza di quel collegamento rimane traccia in un piccolo museo domestico, o meglio dire, ambulatoriale, nello studio del dottor Cesare Bartolucci, figlio di Ruggero Bartolucci, il medico che “ascoltò” quella sera di 50 anni fa gli astronauti nello spazio. Dal padre Cesare Bartolucci ha ereditato non solo l’arte di Ippocrate, ma anche la precisione e il gusto per la ricerca della memoria storica. Sua la volontà di raccogliere tutte le testimonianze della storia della Croce verde per il centenario quando era presidente dell’ente di assistenza. E la stessa voglia di conservare il passato l’ha tradotta anche nell’ambito familiare, mettendo in bella mostra, nella sala d’aspetto del suo ambulatorio ecografico, tutte le suppellettili e le radio del padre. Decine di pezzi che compongono un piccolo museo delle radio e restituiscono un affresco di quel mondo di radioamatori tipico degli anni 70 e 80. Nella parete fa bella mostra anche il diploma rilasciato dalla Nasa per i due collegamenti. «La sigla della stazione radio di mio padre era Italia 1 Bax – racconta Cesare Bartolucci – la sigla dell’Apollo 14 era Wb4icj. E quella sera papà captò quel segnale. Era un mondo straordinario, quando non c’era la tecnologia di oggi. Pensate cosa significava ricevere un segnale dallo spazio. Un’emozione unica». La missione dell’Apollo 14 era quella di svolgere una serie di esperimenti sulla superficie lunare. Spinta da un missile Saturno l’Apollo 14 venne lanciata in orbita dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral il 31 gennaio 1971. L’allunaggio con a bordo Shepard e Edgard Mitchell avvenne il 5 febbraio del 1971. Durante la loro passeggiata lunare gli astronauti portarono a compimento i vari studi scientifici previsti dal piano della missione e grazie all’innovativo Met (modulo di trasporto lunare, una specie di trattorino) raccolsero 43 kilogrammi di pietre lunari per riportarle sulla terra per essere esaminate nei laboratori.

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Gli articoli di giornale dell’epoca che raccontano la storia

Ma c’è anche un aneddoto che lega i due mondi: terrestre e lunare, Italia e Stati Uniti, radioamatori e medicina. Il diploma conferito al dottor Ruggero Bartolucci era stato firmato infatti da Joseph Darmiento, un ingegnere della Nasa, italo-americano, anch’egli radioamatore. «Ed è proprio grazie alla rete mondiale di solidarietà dei radioamatori che pochi anni dopo mio padre si rivolse all’ingegner Darmiento, che chiamava amichevolmente Peppino, affinché riuscisse a far operare al cuore un bambino civitanovese in America in quanto affetto da una gravissima cardiopatia congenita multipla – continua il dottor Bartolucci – L’ingegner Darmiento si impegnò moltissimo fino al punto di riuscire a far operare gratuitamente il piccolo civitanovese dai famosissimi cardiochirurghi Michael De Bakey ed Danton Cooley all’ospedale di Houston. Una famiglia di Ancona regalò i voli aerei e la popolazione civitanovese con una colletta raccolse i denari necessari alla famiglia indigente per i giorni da passare in America per assistere il piccoletto di 4 anni. Grazie ai radioamatori offerte arrivarono da tutte le Marche ed anche da altre regioni. Pure l’amministrazione comunale dell’epoca, i vigili del fuoco e la Civitanovese Calcio versarono consistenti contributi». Chissà se quel bimbo, il piccolo Fabio, ha mai saputo che la sua vita è legata alla luna ed è un po’ davvero un figlio delle stelle.

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