“Cimarella”, regno maceratese del baccalà
«Ora siamo costretti a trasferirci»

MACERATA - La monteluponese Simona Carpineti ha conosciuto a Londra il marito Antonio Carias Rosa, cuoco portoghese. Tornati in Italia, hanno aperto il loro ristorante. L'attività si trasferirà a Sambucheto
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Antonio Carias Rosa

 

di Alessandra Pierini

“La Cimarella” è senza dubbio il regno maceratese del baccalà. Il locale, nella campagna del capoluogo, propone il tipico piatto della tradizione dal 2009. 
A portare il piatto nazionale portoghese in quel di Macerata è una storia d’amore, quella tra la monteluponese Simona Carpineti e Antonio Carias Rosa, cuoco di Lisbona. Il loro incontro è avvenuto a Londra dove entrambi lavoravano. Poi la decisione di tornare nelle Marche e di aprire a Macerata un piccolo ristorante a conduzione familiare che proponesse infinite ricette a base di baccalà. 
«Abbiamo rilevato un piccolo spaccio di campagna conosciuto soprattutto per le merende a base di salumi – raccontano Simona e Antonio – e piano piano lo abbiamo trasformato spingendo sulla ristorazione. Lo abbiamo dotato di cucina e abbiamo iniziato a proporre le ricette a base di baccalà». Il pesce essiccato è infatti piatto nazionale in Portogallo. «Basti pensare che secondo la tradizione portoghese, una donna non si può sposare se non conosce 365 ricette di baccalà» spiegano.
Anche nelle Marche e nel maceratese, un po’ come nel resto d’Italia, il baccalà era un piatto povero molto diffuso tradizionalmente e veniva preparato in umido con le patate. Ora, oltre a non essere più possibile definirlo come piatto povero, visto che è anche piuttosto costoso,  è anche sempre più difficile trovarlo in tavola. Eppure sono molti gli appassionati che ne vanno in cerca. «Il 99% dei nostri clienti – sottolineano i due coniugi – vengono per il baccalà. proponiamo anche delle alternative ma soprattutto interi menù, dall’antipasto al primo e secondo, a base di baccalà».
antonio_lusitano_cimarella-1-303x400Il Covid ha reso urgente un trasferimento dell’attività. «Ci pensavamo da tempo, ma ora con le restrizioni, si sono ridotti i posti a sedere che erano già pochi. Abbiamo quindi deciso di prendere un locale più grande, non di molto perché ci piace la dimensione familiare ma comunque più agevole. Diciamo che la pandemia ha accelerato i tempi».

Il nuovo locale non si chiamerà più “La cimarella” ma diventerà “Il Lusitano” e sarà a Sambucheto, frazione di Montecassiano, in via Montesi, 7. «Vorremmo aprire sabato 13 febbraio, compatibilmente con le restrizioni. Oltre a cambiare nome, pensiamo di aggiungere al menù dei piatti portoghesi a base di carne». 

Nell’attesa, chi ha voglia della gustosa pietanza, può cucinare la Caldeirada de bacalhau, seguendo la ricetta di Antonio. «Il baccalà si può acquistare già ammollato per una preparazione più veloce. Prendiamo una pentola abbastanza grande. A crudo prepariamo un letto di cipolle e patate tagliate a fettine, copriamo con i pezzi di baccalà, poi facciamo un altro strato di cipolle, un altro di patate e uno di peperoni a pezzetti, poi pomodori pelati (non molti), aglio, alloro, chiodi di garofano, olio di oliva, sale e peperoncino, vino bianco. Versiamo dell’acqua che non deve coprire il tutto ma arrivare a tre quarti. Copriamo con un coperchio e lasciamo cuocere a fuoco medio per 40 minuti, muovendo leggermente la pentola di tanto in tanto. E il baccalà sarà pronto».

 

 

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