«Firmiamo per la legge
contro la propaganda fascista»

MACERATA BENE COMUNE rilancia l'iniziativa per portare in Parlamento la "Legge antifascista Stazzema" che rafforza la normativa, anche contro l'ideologia nazista. C'è tempo fino al 31 marzo e per aderire bisogna prendere appuntamento all'Ufficio anagrafe
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Lina Caraceni e Michele Verolo di Macerata Bene Comune

 

Macerata bene comune sottoscrive e invita a firmare per la legge di iniziativa popolare “Legge antifascista Stazzema”, che prende il nome dal Comune il cui sindaco l’ha inizialmente proposta. L’obiettivo è arrivare a 50mila firme perché sia discussa in Parlamento. La legge, spiega Macerata bene comune, «ha lo scopo di punire i reati di propaganda del fascismo e del nazismo rafforzando la legislazione attuale. L’obiettivo è non trascurare i segnali di propaganda che da più parti si vedono, purtroppo anche in luoghi istituzionali, per dire con chiarezza che il fascismo e il nazismo sono stati crimini contro l’umanità, come ci ha ricordato il presidente Mattarella nel suo discorso per il 27 gennaio. Guardare con indulgenza a queste ideologie mina le fondamenta dello stato di diritto costruito in questi 76 anni proprio liberandoci dalla violenza dei totalitarismi».

Si può firmare fino al 31 marzo e a Macerata per farlo basta prendere appuntamento all’Ufficio anagrafe. «A Macerata si può firmareStazzema – spiega Macerata bene comune -, è uno dei luoghi più tragicamente colpiti dal nazifascismo, quando il 12 agosto del 1944 i nazifascisti provocarono una strage di civili con 560 vittime nell’eccidio di Sant’Anna. Oggi non solo non dobbiamo dimenticare ma abbiamo il dovere morale di fermare negazionismi e propaganda di fascismo e neonazismo che alimenta nuovi fenomeni di razzismo e antisemitismo. Il rapporto Italia 2020 dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta, dal 2,7% al 15,6% e per il 47% degli intervistati gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Perché la proposta di iniziativa popolare sia discussa in Parlamento occorrono 50mila firme. L’iniziativa ha visto l’adesione di tanti comuni e istituzioni e sono già molti i sottoscrittori grazie a una campagna condivisa da tante associazioni, enti, partiti, sindacati. In tutti i comuni d’Italia si raccolgono le firme e tutti i cittadini possono firmare nel proprio municipio dove sono depositati i moduli per la raccolta delle firme. Sul sito dedicato all’iniziativa www.anagrafeantifascista.it si trovano tutte le informazioni».



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