«Ho trovato un amico
affacciandomi dalla finestra»
Come il Covid ha trasformato l’Erasmus

STORIE - Lucrezia Diamanti, 21 anni, di Castelraimondo racconta la sua esperienza, fortemente voluta, ad Ansbach, una città di Baviera. Giampiero Gucciardo, 21 anni, di Falerone invece è a Lisbona: «E' comunque un sogno»
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Lucrezia Diamanti all’università di Ansbach

 

di Iralba Murati

«La scelta di intraprendere l’ esperienza Erasmus, nonostante il Coronavirus, inizialmente mi spaventava molto ma ora sono felice e convinta di aver fatto la cosa giusta». Sono le parole di Lucrezia Diamanti, 21 anni, di Castelraimondo, studentessa della facoltà scienze della comunicazione, di Macerata, la quale nonostante la situazione legata al covid19, ha deciso di partire per Ansbach, una città di Baviera. La sua esperienza è iniziata l’8 settembre e si trova ancora lì momentaneamente. Il suo rientro in Italia è previsto per l’ 8 marzo.

lucrezia-d-2-e1611307251988-267x400La situazione inizialmente non è stata facile. «Sono partita per vivere nuove esperienze, fare conoscenze, visitare luoghi ed esercitare la lingua straniera. Inizialmente era tutto difficile, sono stata accolta nel campus dell’università ma le lezioni erano interamente online. Mi sentivo un po’ delusa pensando di non riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata. I ragazzi che dovevano partire per l’Erasmus erano molti, ma quasi tutti hanno rinunciato a causa della pandemia. Le attività proposte in zona per i ragazzi Erasmus sono state tutte cancellate, i ragazzi provenienti da diverse zone del mondo ed io stiamo vivendo un’esperienza diversa dalle precedenti ma non per questo meno formativa», afferma Lucrezia. Ambientarsi non è facile, la ragazza racconta che nel primo periodo si sentiva insoddisfatta della situazione circostante ma grazie ad un’esperienza inaspettata tutto cambia: «Il punto di svolta, arriva quando durante la giornata ho sentito urlare un ragazzo da sotto la finestra che chiedeva informazioni ad un’ altra persona del campus con un inglese che lasciava trasparire un marcato accento italiano, mi sono rivolta a lui direttamente in italiano chiedendogli se avesse bisogno di aiuto e da lì ci siamo scambiati il contatto ed è nata la prima amicizia all’estero». Il primo mese non ha portato amicizie vere e proprie, ci sono stati semplici incontri, dopo il contatto con il ragazzo, Lucrezia Diamanti ha iniziato a creare amicizie concrete ed esercitare la lingua. Racconta però che la situazione sicuramente sarebbe stata molto più semplice senza le restrizioni legate al Coronavirus: «Non è possibile, viaggiare oltre 15 km di distanza dalla propria abitazione, è vietato uscire con più di una persona, e siamo costretti ad organizzare esclusivamente incontri a coppie, inoltre c’ è anche un limite massimo di persone che si possono ospitare a casa. In questa situazione bisogna salvaguardare la salute.» Nonostante tutto si presenta differente rispetto agli anni precedenti, Lucrezia Diamanti è felice di essere partita ed ammette di aver sviluppato indipendenza, ed allargato la sua rete di amicizie.

g.g.

Giampiero Gucciardo

A parlare della sua esperienza è anche Giampiero Gucciardo, 21 anni, di Falerone. Il giovane frequenta la facoltà di Economia ad Ancona, e parte per Lisbona con lo scopo di arricchire il proprio bagaglio culturale e sperimentare nuove esperienze. Il viaggio ha inizio il 5 settembre 2020, attualmente si trova ancora in Erasmus, il rientro a casa è previsto il 31 gennaio 2021. «Partire, è stata una delle mie migliori scelte. La situazione ovviamente non è come quella degli anni precedenti, le limitazioni sono presenti in tutto il mondo, ma anche in Italia ci sono, quindi nonostante molti ragazzi si siano limitati e abbiano scelto di non partire, io ho voluto sperimentare e non me ne pento». Il ragazzo racconta che inizialmente la situazione del covid19 a Lisbona era ben migliore rispetto ad altri paesi, questo ha favorito gli spostamenti e l’organizzazione di gite turistiche, il gruppo di nuove conoscenze si è potuto sviluppare al meglio ed i locali erano aperti, non c’era neanche il coprifuoco: «Appena arrivato le associazioni per l’Erasmus organizzavano eventi di vario tipo e questo mi ha aiutato a creare molte amicizie. Ho preferito evitare di crearmi un gruppo con esclusivamente ragazzi italiani perché ritengo che è importante essere proiettato in un ambiente di multiculturalità da cui trarre molti benefici sia linguistici che culturali, sono riuscito a visitare molti luoghi nuovi, apprezzando le bellezze territoriali della zona». Giampiero Gucciardo racconta che la pandemia ha sicuramente reso le cose più difficili. A novembre, ad esempio,  si è trovato a rispettare diverse limitazioni per poi alla fine trovarsi in uno stato di totale lockdown. Ma ha affrontato positivamente la situazione: «Per me arrivare a Lisbona è stato un sogno, il metodo di studio qui lo ritengo migliore essendo più dinamico e pratico rispetto a quello italiano che ancora tende ad essere molto teorico. Le forze dell’ ordine si dimostrano meno rigide e nei limiti del possibile si cerca di andare avanti per superare la brutta situazione, rientrando a casa porterò di certo con me un bel ricordo dell’esperienza».

 



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