Oseghale imputato per ricettazione:
«Comprò due Mac rubati»

IN AULA - Il 33enne nigeriano, condannato all'ergastolo per aver ucciso Pamela Mastropietro, è sotto accusa al tribunale di Macerata. A processo con lui anche i presunti autori del furto
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Innocent Oseghale

 

Ricettazione di due Mac (computer portatili Apple), risultati rubati: nuove accuse per Innocent Oseghale, l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Pamela Mastropietro (pende il ricorso in Cassazione). Il 33enne nigeriano è sotto accusa al tribunale di Macerata per aver acquistato, al costo di 320 euro, due computer che sarebbero stati rubati il 10 settembre del 2017 in una abitazione di Civitanova. Del furto, nello stesso processo, sono accusati J. C. C. S., 31 anni, peruviano, S. M. D., 26 anni, di Recanati, R. F. S. M., 28 anni, peruviano. Per l’accusa, sostenuta dal pm Sabina Antognozzi, si sarebbero introdotti in una abitazione di Civitanova dove avevano portato va due computer portatili Apple (quelli che poi, sempre per l’accusa, aveva acquistato Oseghale) e un televisore Samsung. Oggi si è aperto il processo, poi rinviato. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Matraxia, Marielvia Valeri e Mirela Mulaj, Bruno Mandrelli, Ilenia Catalini. Parte civile si è costituito la vittima del furto, assistito dagli avvocati Paolo Giustozzi e Donatello Prete. Oseghale si trova in carcere dopo la condanna per aver ucciso la 18enne romana e averne fatto a pezzi il corpo, il delitto risale al 31 gennaio del 2018.

(Gian. Gin.)

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