Due milioni di mascherine dal Sudafrica
arrivate grazie a un velista civitanovese

IN PRIMA LINEA - L'avventura di Gabriele Giardini, imprenditore 43enne che è riuscito a fare da mediatore fra una ditta sudafricana e la Protezione civile nazionale nel momento di massima richiesta di presidi
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Il carico di mascherine in partenza dal Sudafrica

 

di Laura Boccanera

Dal mondo della vela si ritrova a fare da mediatore per rifornire lo Stato italiano di mascherine per l’emergenza sanitaria. Una “virata” inaspettata e quanto mai imprevista quella capitata durante il lockdown a Gabriele Giardini, imprenditore civitanovese molto conosciuto per i successi nel mondo della vela, campione mondiale Orc nel 2013 e nel 2019. E se l’altura gli ha insegnato qualcosa è che non esiste vento sfavorevole, basta sapere dove andare.

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Il velista e imprenditore civitanovese Gabriele Giardini

Per lui il Covid-19 è stato un’opportunità. Oltre 2 milioni di mascherine ffp2 portano infatti la firma di una ditta Sudafricana e se sono arrivate in tutta Italia, all’interno di ospedali e uffici pubblici si deve proprio al 43enne civitanovese. Si è concluso infatti in questi giorni l’ultimo approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale ordinati dalla Protezione civile in Sudafrica proprio grazie ai contatti di Giardini e alla consulenza dell’avvocato civitanovese Dino Gazzani. Ma tutto parte ad inizio pandemia quando la parabola era in crescita esponenziale, i confini del mondo si stavano chiudendo e gli ospedali affollando con le immagini devastanti del personale medico e infermieristico alle prese con qualcosa di mai affrontato prima. Gabriele Giardini che vive alternandosi fra Sudafrica e Italia in quei giorni era a Civitanova. Ma il Sudafrica è la sua seconda casa: sua nonna era di Durban e quel legame non si è mai interrotto tanto che nel 1996 si trasferisce portando avanti fra i due Stati l’azienda di famiglia che si occupa di commercio di pellami. A metà febbraio quando ancora in Italia non si parlava di Coronavirus un suo conoscente sudafricano produceva già 40mila Ffp2 al giorno esportando in tutto il mondo.

«Mi chiese come era la situazione in Italia – racconta Giardini – fui spiazzato perché non ne sapevo nulla. Ma nel giro di pochi giorni anche l’Italia iniziò ad avere bisogno di questi presidi che scarseggiavano con la Protezione civile in difficoltà nel reperirli. A quel punto allora una domenica mattina sono andato sul sito nazionale della Protezione civile e attraverso il “contact us” ho scritto un messaggio dicendo che avevo un contatto in Sudafrica capace di produrre e spedire i dispositivi richiesti. Dopo 10 minuti mi contatta quello che poi avrei scoperto essere il responsabile acquisti della Protezione civile». Una trattativa non semplice in realtà sia per l’ingente importo della fornitura, sia per la necessità di una mediazione fra la ditta Sudafricana, la North Safety e lo Stato italiano. Giardini si mette a disposizione e l’avvocato Gazzani lo assiste in una operazione contrattuale complessa che doveva contemperare aspetti legislativi di una transazione fra Stati differenti e difficoltà doganali.

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Dino Gazzani

Il 23 febbraio il primo lotto da 800mila pezzi è pronto per la spedizione, ma la ditta vuole un pagamento anticipato. In una triangolazione complessa e articolata gli istituti di credito Ubibanca e Unicredit aprono una linea di credito e il primo lotto viene confermato proprio grazie all’anticipo dei fondi da parte di Giardini. «Dal punto di vista contrattuale i rischi erano molteplici – commenta Dino Gazzani – era un momento storico di grande complessità, coi voli ridotti e con l’incognita delle forniture sequestrate per le necessità interne degli Stati qualora i voli facessero scalo in un Paese terzo. Da legale ho detto a Giardini che i rischi erano tantissimi, ma da amico gli ho detto che forse stava facendo qualcosa di estremamente utile per la comunità e di cui sarebbe stato orgoglioso un giorno, una storia da raccontare ai propri figli». E così la prima fornitura parte, pur fra mille difficoltà e costi aumentati per i voli bloccati. 800 mila pezzi arrivano in Italia, il secondo volo è direttamente la Protezione civile ad organizzarlo con un aereo da Johannesburg: «Abbiamo dovuto organizzare anche una scorta armata per i camion che trasferivano le mascherine dall’azienda a Johannesburg. Era un carico dal valore economico considerevole e non era remota l’ipotesi di agguati», conclude Giardini. Proprio in questi giorni l’ultima fornitura è stata sbloccata dalla dogana, dal Sudafrica, attraverso Civitanova, arriverà in tutta Italia per la fase 2.

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