Macerata, avanti con l’Art Bonus
«Restauro delle statue romane
nel cortile del palazzo comunale»

COMUNE, MacerataArcheo e Co.Bo. di Montelupone insieme per ridare nuova luce ai reperti proveniente da Urbs Salvia. Un progetto da 20mila euro
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Stefania Monteverde

 

«A Macerata la cultura non si ferma e si prende cura del patrimonio artistico». Sono le parole dell’amministrazione comunale, che annuncia l’ampliamento dell’elenco dei progetti dell’Art Bonus del Comune con la proposta del restauro del patrimonio scultoreo della  raccolta archeologica conservata nel cortile del palazzo comunale. «Grazie a una bella sinergia tra pubblico e privato parte il progetto di restauro delle statue che necessitano di un intervento conservativo e vede la felice collaborazione tra l’assessorato alla Cultura, l’Istituzione Macerata Cultura, i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, la sezione maceratese di MacerataArcheo e la ditta Co.Bo. srl di Montelupone», spiega l’amministrazione.  «Il patrimonio culturale appartiene alla comunità che lo ha ereditato, – sono le parole dell’assessora alla cultura Stefania Monteverde. – Per questo è di grande valore un progetto come questo che mette insieme tante realtà tutte unite dalla stesso amore per la città. L’Art Bonus si rivela ancora una volta uno strumento molto utile per prendersi cura del patrimonio d’arte, soprattutto di quello più fragile. Tutta la nostra stima a MacerataArcheo e alla ditta Co.Bo per l’esempio di cittadinanza attiva, particolarmente importante in questo momento in cui abbiamo bisogno di una comunità coesa per una rapida ripresa. Ci auguriamo che il buon esempio faccia crescere nuovi mecenati della città». Gianfranco Paci, presidente della sezione maceratese MacerataArcheo che da anni è impegnata nella valorizzazione e promozione del patrimonio archeologico, ricorda che «Il restauro in questione è finalizzato alla conservazione e valorizzazione di tre statue romane (del I sec. d.C.) provenienti dall’antica Urbs Salvia, che sono state portate a Macerata per entrare a far parte della celebre raccolta d’antichità del Palazzo Compagnoni e che pertanto oggi fanno parte del patrimonio culturale di questa città». Il rappresentante della Co.Bo. srl di Montelupone, sottolinea il valore dell’investimento privato nella cultura: «Nella ferma convinzione che il ruolo delle imprese e dei privati nella rivalutazione dei beni culturali del territorio sia un valore e un dovere per rendere onore alla terra che ci ospita e permette a chiunque un’onesta fruizione del patrimonio della nostra storia». Roberto Perna, membro dell’Istituzione Macerata Cultura e docente di Archeologia classica presso l’Università di Macerata, sottolinea l’importanza del ricco patrimonio archeologico della città di Macerata formato non solo dalle collezioni storiche attualmente conservate presso la Biblioteca comunale e nell’atrio del Comune, ma anche dall’area archeologica di Ricina: «Si tratta di un patrimonio – sottolinea  – che merita di essere valorizzato grazie ad un coerente progetto che deve partire proprio dalle necessità della conservazione affinché, come infatti il Progetto di AtBonus prevede, i valori di cui questi beni sono portatori possano essere condivisi con la comunità dei cittadini e quella di tutti gli interessati attraverso le metodologie ormai imprescindibili dell’archeologia pubblica».  L’ArcheoClub ha manifestato l’interesse ad impegnarsi nel restauro della statua dedicata a Esculapio il dio della medicina che proviene dal sito di Urbs Salvia. Invece, l’azienda di Montelupone  è interessata alle due opere raffiguranti una statua virile di togato, con capsa, ed una femminile collocate entrambe su basamenti accanto ai pilastri del cortile. L’intero progetto prevede un investimento di oltre 20.000 euro . Il comitato promotore vede la presenza di Stefania Monteverde, Gildo Pannocchia, Gianfranco Paci, Roberto Perna, Giuliana Pascucci, Rosaria Cicarilli, Enrico Marconi. Il restauro delle opere, verrà eseguito dalla restauratrice Eleonora Vittorini sotto l’egida della Soprintendenza marchigiana, prenderà avvio nel mese di giugno e l’operazione durerà per circa 5 mesi. Il laboratorio di restauro sarà aperto ai visitatori su prenotazione e sarà accompagnato da iniziative e appuntamenti per raccontare la storia del patrimonio e le tecniche di restauro.



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