Nuovo ristorante al Lido Cluana,
Vitanova sfida la crisi

CIVITANOVA - Il locale dello chef Andrea Mosca aprirà a giugno. La pandemia ha rallentato i lavori, ma il titolare guarda al futuro con fiducia: «Il Lido tornerà alle origini, luogo di aggregazione popolare e di qualità»
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La palazzina sud del Lido Cluana

 

di Laura Boccanera

Si chiamerà “Vitanova” il nuovo ristorante al Lido Cluana dello chef Andrea Mosca. Un nome scelto prima del Coronavirus, ma che, per qualche strana ironia della sorte, coinciderà davvero con l’inizio di una vita nuova.

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Andrea Mosca

Per i primi di giugno sarà tutto pronto per l’apertura, ma non si ha ancora una data ufficiale per l’inaugurazione. Certo che di coraggio, fantasia e resilienza ce ne servono in gran quantità per aprire un ristorante nel bel mezzo di una pandemia. Ma tutto questo non ha scoraggiato Andrea Mosca, originario di Grottammare, che assieme alla sua socia Debora Caranti di Macerata ha investito risorse ed energie per far risorgere la palazzina del Lido Cluana. E di contrattempi da quando il giovane chef si è aggiudicato il bando per la gestione della palazzina ce ne sono stati parecchi. Quasi due anni sono passati e ora che quel sogno stava per avverarsi, il Covid ci ha messo lo zampino. Ma Mosca non si scoraggia: se non è ai fornelli è al lavoro nell’orto: «sto approfittando di questo periodo per preparare le verdure dell’orto» – dice con semplicità, quelle verdure che prima o poi finiranno anche nei piatti dei civitanovesi. Cominciamo col nome. Vitanova, un gioco di parole con Civitanova, sicuramente, ma c’è anche dell’altro: «è un nome che abbiamo pensato e voluto prima del Coronavirus perché questo locale rappresenta davvero una vita nuova. Per la palazzina del Lido che vogliamo vedere come era alle origini, un luogo di aggregazione, bello, ma anche popolare. E’ una vita nuova per me, per la mia socia Debora e per tutti i nostri collaboratori che ci seguiranno. Cambiamo città e inizia una nuova avventura. Ma è anche la filosofia del nostro ristorante: le verdure, le materie prime che diventano una cosa nuova in un piatto». La natura è anche parte integrante del progetto architettonico disegnato dall’architetto Filippo Dini di Milano e realizzato da Bieffe. Ci sarà molto verde e molte piante: «vogliamo che quel luogo torni ad essere vissuto, uno spazio di aggregazione, all’interno ci saranno piante e verde. Un luogo accogliente, pieno di gente, un ritorno alle origini». Manca solo la data di apertura, slittata a causa del blocco dei lavori. Probabilmente già dall’inizio di giugno tutto sarà pronto (sono stati rifatti anche gli impianti ed è stato risolto il problema del freddo che affliggeva le gestioni passate), ma per iniziare a degustare i piatti dello chef potrebbe servire qualche altro giorno. Si sta infatti studiando al meglio la formula da utilizzare alla fine del lockdown. «Il locale è nuovo, noi veniamo da fuori e i clienti non ci conoscono ancora. Spazio fuori ce n’è abbastanza, ma non sappiamo ancora se attiveremo il take away o la consegna a domicilio. Ci stiamo ragionando. Anche perché la nostra sarà una cucina dall’alta qualità delle materie prime, ma semplice, niente gourmet, certo qualche sperimentazione mi diverte e ci sarà, ma nulla di elaborato. Saranno piatti concentrati su prodotti e cotture, con il piatto servito intero e sporzionato al tavolo dal cameriere, un po’ vecchia maniera». Intanto è partita sui social la comunicazione del locale con la pagina Facebook e un video emozionale che riprende Civitanova dall’alto all’alba, bella e vuota senza auto e senza gente e che lancia un messaggio di speranza per la ripartenza tanto agognata.

 



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