Diffamazioni ad Antonio Di Pietro,
Sgarbi deve pagare 250mila euro
Le parti cercano un accordo a Macerata

IN AULA - Il critico ha un procedimento davanti al giudice dell'esecuzione del tribunale di Macerata in quanto residente a San Severino. Undici le sentenze vinte dall'ex magistrato
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Vittorio Sgarbi

 

di Gianluca Ginella

Una serie di undici sentenze di condanna per diffamazione ad Antonio Di Pietro hanno portato Vittorio Sgarbi di fronte al giudice per l’esecuzione del tribunale di Macerata in quanto deve risarcire l’ex magistrato di 186mila euro (saliti a 250mila che sono le somme su cui pende il pignoramento). Oggi si è svolta la prima udienza (presenti solo i legali dello storico dell’arte e dell’ex magistrato), che è stata rinviata perché le parti stanno cercando un accordo.

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Il giudice Sergio Sergi

Il procedimento è finito al tribunale di Macerata perché Sgarbi da circa un anno ha la residenza a San Severino, comune dove in passato è anche stato sindaco. Per le sentenze di condanna per diffamazione sono pendenti pignoramenti presso terzi, enti e aziende che si presume debbano denaro a Sgarbi: la Camera dei Deputati (in quanto parlamentare, ma in questo caso un pignoramento non sarebbe possibile), Mediaset, La 7, la Rai, l’Inps perché percepisce la pensione da funzionario statale, tanto per citarne alcune. La somma che Sgarbi deve a Di Pietro è legata appunto ad una serie di undici sentenze, che risalgono ad alcuni anni fa, per diffamazione. Tutte insieme hanno portato l’ex magistrato e parlamentare ad accumulare un credito nei confronti di Sgarbi di 186mila euro. Oggi l’avvocato Giampaolo Cicconi (difensore di Sgarbi) e il legale Miriam Rainelli (che tutela Di Pietro) hanno concordato per un rinvio per trovare un accordo. Il giudice Sergio Sergi ha rinviato l’udienza al 22 maggio.

 



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