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«Nessun caso di caporalato,
lavoravano 6 ore non 12»

INDAGINE - Il legale del titolare della ditta Il Girasole di Montelupone e Recanati interviene dopo il sequestro di 700mila euro. «Venivano pagati 65 euro al giorno e gli straordinari a parte. L'azienda ha dato impiego a centinaia di persone, peccato che in seguito all'inchiesta 70 dipendenti siano stati lasciati a casa»
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Indagine sul caporalato, il legale del titolare dell’azienda il Girasole: «Gli operai lavoravano sei ore, non dodici, e percepivano 65 euro al giorno. In seguito alle indagini ha dovuto lasciare a casa 70 persone, cercherà di riassumerle». A dirlo è l’avvocato Sandro Giustozzi che assiste il pakistano Muhammad Malik, 45 anni che nei giorni scorsi ha avuto un sequestro preventivo di 700mila euro per aver impiegato lavoratori in modo irregolare, secondo le indagini svolte dalla procura. «La ditta da diversi anni opera in Italia (nelle zone di Montelupone e Recanati) e soprattutto nella provincia di Macerata e fino all’anno scorso ha dato la possibilità ad oltre un centinaio di lavoratori di poter percepire un reddito. Peraltro, l’inchiesta è ancora in fase di indagini e la Procura ha richiesto una proroga senza aver notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

L’avvocato Sandro Giustozzi

In ogni caso, dopo l’intervento della polizia giudiziaria e dell’ispettorato del lavoro la ditta Il Girasole ha ridotto il numero degli occupati. In questo modo, quindi, circa settanta persone sono rimaste prive di reddito. Inoltre, come sarà dimostrato dopo la chiusura dell’istruttoria, i lavoratori erano pagati in base alle tariffe e percepivano circa 65 euro netti al giorno per un orario massimo di sei ore circa, con possibilità di aumento in base ai livelli, salvo lo straordinario che veniva pagato a parte. Infatti, la società Il Girasole si occupa della raccolta dei prodotti agricoli soprattutto durante il periodo invernale e, in questi mesi, le ore di luce sono ben poche e appare impossibile illuminare i campi con luce artificiale per consentire ai dipendenti di lavorare dodici ore al giorno, come sostenuto dall’accusa. Al limite, le ore di straordinario, peraltro retribuite potevano riguardare le operazioni di carico della merce dagli autocarri». In seguito all’intervento della procura il giudice ha nominato un amministratore giudiziale «tale provvedimento neanche è stato contestato da noi poiché il suddetto professionista, che ha affiancato il titolare della ditta Il Girasole, rappresenta anche una garanzia per le imprese agricole che stipulano i contratti e anche per l’indagato – continua Giustozzi -. Il sequestro, poi, ha riguardato beni di modesto valore che rimangono nella titolarità dell’intestatario. Questa difesa, nel corso del processo, qualora ci sarà, dimostrerà che le due case e i tre ettari di terra sono stati acquistati con il ricavato del lavoro sia dell’imprenditore titolare della ditta Il Girasole che della di lui moglie. L’indagato, in ogni caso, chiede di poter lavorare serenamente senza essere quasi quotidianamente ricercato dal personale dell’Ufficio del Lavoro, in quanto l’attività viene svolta in modo regolare e sotto il controllo del Tribunale. Si cerca di mantenere l’attuale livello di occupazione, consentendo ai dipendenti di poter percepire un reddito occupazionale, onde mantenere le rispettive famiglie. Peccato che circa settanta persone hanno perso il posto di lavoro, ma il titolare della ditta Il Girasole, che ritiene di non aver commesso alcun reato, cercherà, ove possibile, di riassumerle».

Caporalato, sequestro da 700mila euro ad un imprenditore agricolo (Video)



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