Va a scuola con la droga:
«Il pusher è un mio compagno»
Denunciato un 16enne

MACERATA - Uno studente è stato trovato con della marijuana e ha detto di averla comprata da un coetaneo. Altri due minori sono stati invece sorpresi mentre preparavano uno spinello prima di entrare nell’istituto che frequentano. Operazioni della polizia per contrastare la diffusione degli stupefacenti a scuola
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di Gianluca Ginella

Spaccia a un compagno di scuola, denunciato un sedicenne. Altri tre minorenni segnalati perché trovati in possesso di marijuana (due di loro stavano preparando uno spinello all’ingresso dell’istituto che frequentano). I provvedimenti sono nati dai controlli svolti a Macerata dalla polizia nel corso della settimana e che fanno parte dell’operazione Scuole sicure. A disporli il questore Antonio Pignataro, a coordinarli il commissario capo Maria Raffaella Abbate che dirige la Squadra mobile di Macerata.

Zaino sulle spalle e marijuana in tasca: un 16enne è stato fermato da agenti in borghese e controllato poco prima che entrasse a scuola. Quando i poliziotti hanno trovato lo stupefacente gli hanno chiesto dove l’avesse preso.

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Il questore Antonio Pignataro

La risposta del giovane studente, italiano, è stata che l’aveva comprata da un suo coetaneo. E’ successo nei giorni scorsi a Macerata (la notizia si è appresa oggi) e nei guai per spaccio di droga è finito un sedicenne italiano. Il baby pusher è stato rintracciato dagli agenti e denunciato. Per il coetaneo invece c’è stata la segnalazione alla prefettura come assuntore di droga. La vicenda rientra nei controlli che la polizia continua a svolgere vicino alle scuole per contrastare lo spaccio di droga. Per non essere notati gli agenti agiscono in borghese, osservano e se serve intervengono. Ed è ciò che hanno fatto anche il giorno successivo la denuncia del 16enne. Quando di fronte ad un istituto di Macerata i poliziotti hanno notato due ragazzini, entrambi minorenni, mentre preparavano uno spinello di marijuana. Scoperti, sono stati segnalati alla prefettura come assuntori.

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Maria Raffaella Abbate

Ma esistono casi di ragazzi che hanno iniziato a consumare droga in età ben più verde. Secondo la questura ci sono consumatori anche a partire dai 9 anni, e questo spinge gli agenti ad andare nelle scuole per parlare delle conseguenze del consumo di droga.

La questura inoltre da tempo conduce «una intensa attività investigativa per stroncare qualsiasi attività di spaccio diretta a ragazzi minorenni, alle volte, come registrato dalle attività di indagine e dai dati delle comunità di recupero per tossicodipendenti addirittura sotto i 12 anni».

«I nostri interventi, che saranno garantiti anche nel futuro e sempre in maniera più incisiva – dice il questore Antonio Pignataro -, potranno dare i massimi risultati solo ed esclusivamente con la partecipazione sinergica di tutte le istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione, a cui va il mio plauso per l’impegno profuso fino ad oggi. Un gioco di squadra che deve essere considerato un punto di arrivo, ma allo stesso tempo un punto di partenza per aggredire e sconfiggere il preoccupante e dilagante fenomeno dell’uso e dello spaccio di droghe nelle scuole, che vede i nostri giovani sempre con un’età più precoce affacciarsi al mondo della sballo, come si può rilevare nei reparti di pediatria di ogni ospedale dove si assiste all’aumento dei ragazzi ricoverati a seguito di patologie causate dall’uso di droga. Siamo di fronte, purtroppo, ad una società che vuole sempre di più un uso della droga accettato e normalizzato e pertanto ancora una volta chiedo ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, alle famiglie e alle altre figure che lavorano a scuola di adempiere alle proprie funzioni in quanto dalla loro capacità di rilevare situazioni anomale, come lo spaccio di droga, può dipendere la vita dei ragazzi, evitando così che tante famiglie possano entrare nella disperazione vedendo i propri figli, a causa della droga, cadere nel tunnel dell’autodistruzione».

 



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