Addio a Carlo Pianesi,
una vita per l’evangelizzazione

MACERATA - Aveva 81 anni. Il funerale è stato celebrato ieri nella chiesa della Santa Madre di Dio. La moglie Diva Piancatelli: «È stato il perno della mia vita e della mia casa». Suo figlio Andrea morì in Camerun dove era stato inviato da Papa Wojtyla come missionario insieme alla famiglia
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Carlo Pianesi, venuto a mancare domenica 2 febbraio

 

di Elisabetta Pugliese

«È stato per me un marito eccezionale, un sostegno per i figli e per i nostri 10 nipoti. Mi ha amata in una maniera che io non avrei mai sperato, è stato il perno della mia vita e della mia casa». Sono queste le parole con cui Diva Piancatelli ha raccontato suo marito, il maceratese Carlo Pianesi, affetto da anni dal morbo di Parkinson e venuto a mancare domenica 2 febbraio a causa di un’emorragia cerebrale. Il funerale è stato celebrato ieri pomeriggio alle 15 alla chiesa della Santa Madre di Dio. Molti gli intervenuti, tra amici, familiari e “figli nella fede”, per dare l’ultimo saluto ad un uomo retto, che non si è mai piegato a compromessi, né nel lavoro, né in famiglia, né nella fede: insieme a sua moglie, infatti, faceva parte della prima comunità Neocatecumenale della parrocchia di San Francesco e ha dedicato la sua vita all’evangelizzazione. 

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Carlo Pianesi con suo figlio Andrea, missionario per il Camerun morto nel 2006 a causa di una malaria cerebrale

Classe 1938, Pianesi lavorava alla Cassa di Risparmio, in seguito divenuta Banca Marche, e conobbe quella che poi sarebbe diventata la sua compagna di vita ad una festa tra amici. «Ballando, ci siamo innamorati; ci siamo sposati tre anni dopo, il 2 maggio 1966, ed abbiamo avuto due splendidi figli. Grazie all’esperienza nel Cammino Neocatecumenale, abbiamo trasmesso loro la fede; da questo, è nata sia la loro vocazione che i nostri nipoti». Uno dei figli della coppia, Andrea, insieme a sua moglie Barbara Bordi, era stato inviato nel 2000 da San Giovanni Paolo II come famiglia missionaria in Camerun, dove per diversi anni si sono dedicati all’evangelizzazione. È venuto a mancare nel 2006 a causa di malaria cerebrale, lasciando la moglie e i suoi sei figli. L’altra figlia di Carlo, Giselda, ha aperto anni fa una casa famiglia che accoglieva i bambini maltrattati. Hanno 4  figli.

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Carlo Pianesi con sua moglie Diva Piancatelli

«Aveva capito che era arrivato il suo momento – ha raccontato sua moglie ieri al funerale – se n’è andato sereno, lasciandoci uno sguardo d’amore. Sono sicura che ha ritrovato Andrea e che insieme a molti altri parenti e fratelli di comunità ci starà guardando dal cielo». Poi, rivolgendosi direttamente a suo marito, ha detto: «Carlo, aiutami a combattere la solitudine e la tua mancanza». Tutti i familiari lo descrivono come un uomo fiero, all’apparenza burbero e fin troppo serio, ma in privato molto ironico, solare, divertente, sempre affettuoso: «Anche negli ultimi tempi, nonostante la malattia, voleva sempre farmi le coccole – ha proseguito la Piancatelli – e mi diceva che mi voleva bene e che mi amava. Voglio lasciare questa eredità alla nostra famiglia, specialmente ai miei nipoti: che possiate essere persone che amano senza pretendere nulla dagli altri. Oggi non è un giorno triste – ha concluso – è un giorno di festa, perché Carlo è andato in cielo insieme al Signore».

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La professione del Credo, cantato per Carlo Pianesi dalla prima comunità Neocatecumenale della parrocchia di San Francesco di cui faceva parte

Anche don Gianni Cararo, durante l’omelia, ha voluto ricordare Pianesi, che per lui è stato sempre presente: «Ricordo l’anno che ho passato in famiglia da Carlo e Diva come seminarista. Quando ero in crisi e mi sfogavo, lui mi ascoltava sempre. Non mi diceva mai una parola. Però abbozzava un sorriso dolce e mi faceva una carezza sulla testa. A me quel sorriso bastava, un sorriso di paternità, di misericordia, di consapevolezza della mia irascibilità. Questo mi aiutava a proseguire nei combattimenti di quel periodo, nella vocazione e negli esami. Quando proclamava la parola di Dio all’ambone si vedeva in lui il grande amore del Signore, di questo oggi noi siamo testimoni».

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Carlo Pianesi con sua moglie e sei dei suoi nipoti, figli di Andrea

Al termine della celebrazione eucaristica, due dei nipoti hanno voluto dire alcune parole su di lui. Il primo a parlare è stato Stefano, figlio di Giselda: «Nonno era un uomo pieno di fede e con un cuore grandissimo. La scorsa estate ho avuto la fortuna di avere una settimana di ferie e di trascorrerla in campagna con lui e nonna Diva. Mentre facevamo una passeggiata, ad un tratto si è fatto serio e mi ha detto: “Mi raccomando, quando non ci sarò più, prendetevi cura di nonna”. Non ti preoccupare nonno – ha detto commosso – è in buone mani». Poi ha preso la parola Luca, primogenito di Andrea, missionario del Camerun e figlio di Carlo: «Dopo la morte di papà, ha aiutato tantissimo la nostra famiglia. Per me è stato come un padre. Poteva sembrare rognoso, ma a casa con noi si ridicolizzava tantissimo, scherzava sempre, insomma non era per niente un uomo serio – ha detto ridendo – Ad una cosa ha sempre tenuto, che i figli e i nipoti fossero cristiani. Fino alle ultime settimane, quando andavamo a trovarlo, gli raccontavamo i nostri problemi e lui sempre ci dava una parola di fede e di speranza. A tutti voi che siete qui – ha concluso – voglio dire una cosa: siate sereni, siate nella pace, perché nonno non è morto, ma è in cielo e vive».

Carlo Pianesi riposa al cimitero di Macerata. La messa dell’ottavario sarà celebrata domenica 9 febbraio alle 18.30 alla chiesa della Santa Madre di Dio.

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