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Tre figli in dieci anni,
una scelta controcorrente:
«La famiglia è un dono per il futuro»

POLLENZA - Fiocco azzurro per Michele Coluccini e Mariana Natiello, che sabato scorso sono diventati genitori del piccolo Federico. Intervista al neo papà: «Sappiamo che si tratta di un grande impegno, ma non ci siamo scoraggiati. È una gioia immensa»
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Il fiocco nascita di Federico appeso all’ospedale di Macerata

 

di Elisabetta Pugliese

«I figli non tolgono nulla, ma donano tanto». Sono queste le parole con cui Michele Coluccini, operaio di Pollenza, commenta la nascita del suo terzo figlio Federico, venuto al mondo il 1 febbraio all’ospedale di Macerata. Sposato con Mariana Natiello dal 2007, il neo papà ha avuto prima Lorenzo, nel 2009, e poi Nicolas, nel 2016. Una scelta consapevole quella della coppia, che di fronte al calo delle nascite e ai molti problemi sociali ha deciso con gioia di costruire una famiglia. È proprio Coluccini a raccontarlo in un’intervista.

Ci racconti del nuovo arrivato, Federico. Com’è andato il parto?

«Federico è nato lo scorso sabato all’ospedale di Macerata, mia moglie l’ha dato alla luce con un parto naturale. Pesa circa 3 chili e mezzo, grazie a Dio è andato tutto bene, sia per lui che per la mamma. Come i nostri altri due figli, non è capitato, è stato voluto e desiderato».

Avete sempre voluto costruire una famiglia o il desiderio è arrivato più tardi?

«Abbiamo sempre voluto sposarci e avere dei figli, come dicevo nessuno di loro è nato per caso. Io sto per compiere 40 anni, mia moglie va per i 36, sappiamo che si tratta di un impegno grande e che tre bambini non sono semplici da gestire. Nonostante gli impegni con la scuola, gli sport e tutto ciò che li riguarda, non ci siamo scoraggiati: bisogna organizzarsi, è vero, ma è una grande gioia».

Michele Coluccini insieme a sua moglie, Mariana Natiello, e ai primi due figli, Lorenzo e Nicolas

Oggi non è semplice mettere al mondo dei figli. Si parla spesso del calo delle nascite e di una società sempre più “avanzata” negli anni. Quali crede che siano le difficoltà principali che chi desidera una famiglia si trova ad affrontare allo stato attuale?

«I problemi sono moltissimi. Viviamo in una società in crisi, questo è un dato di fatto. Ne derivano tanti ostacoli, il lavoro che spesso è precario, i disagi economici e l’instabilità della vita di tutto i giorni, per citarne alcuni. Certamente si tratta di aspetti che non incentivano a far nascere figli. Penso anche alle tante difficoltà che si affrontano all’interno del mondo del lavoro in relazione alle nascite, ma certi aspetti non possono vincere».

Sia lei che sua moglie siete entrambi operai. Com’è vista la decisione di diventare mamme e papà nell’ambiente lavorativo?

«Noi siamo stati fortunati, personalmente non abbiamo avuto problemi ed è andato tutto bene. Ma si sentono molte storie, conosco tante persone che di difficoltà ne hanno attraversate tante. Tanti datori di lavoro non assumono persone che hanno in programma di avere dei figli, perché immaginano che prima o poi si assenteranno e dovranno sostituirle e formare nuovo personale, altri addirittura prendono di mira le donne o le licenziano quando scoprono che sono incinte. Non può vincere un pensiero del genere, credo che al contrario le assunzioni vadano incentivate. Senza lavoro la famiglia non va avanti, quindi i bambini non nascono, ma senza i figli dove andrà a finire il nostro futuro? Bisogna darsi da fare. I nostri genitori ci hanno insegnato che questa è la vita e che bisogna sempre impegnarsi per la famiglia. Portiamo avanti questa idea con gioia e consapevolezza».

Come hanno reagito Lorenzo e Nicolas all’arrivo del piccolo Federico?

«I fratellini sono stati felicissimi. Nicolas addirittura mi ha detto: “Papà, era lui allora che dava i calci nel pancione della mamma!” Siamo felicemente sbalorditi, non ci aspettavamo una gioia simile».

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