«La ditta insiste per l’inceneritore,
presentata una nuova istanza:
il Comune intervenga»

TOLENTINO - Il Comitato che si oppone alla realizzazione dello stabilimento in contrada Cisterna segnala: «Il 4 febbraio si svolgerà in Provincia la Conferenza dei servizi per discutere sulla richiesta avanzata dalla Biorecovery»
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Un inceneritore

 

No all’inceneritore di Tolentino, il comitato nato per impedire la realizzazione di un impianto in contrada Cisterna, a Tolentino, interviene perché il 4 febbraio in Provincia «si terrà la Conferenza dei servizi riguardo la nuova l’istanza presentata dalla ditta Biorecovery srl, finalizzata all’ottenimento dell’autorizzazione per la realizzazione di un impianto destinato al recupero di fanghi biologici tramite essiccamento e successiva termovalorizzazione». Il comitato in una nota scrive che «L’ultimo atto di questa vicenda risaliva all’agosto 2019, quando denunciammo la grave dimenticanza dell’amministrazione comunale di Tolentino che non aveva segnalato agli uffici della Provincia, la presenza a meno di 400 metri, di due istituti scolastici, lo Scientifico ed il Classico, a quel tempo unico fatto ostativo al rilascio dell’autorizzazione. Purtroppo nonostante queste segnalazioni siamo venuti a conoscenza che la ditta insiste nel voler realizzare l’impianto ritenendo non vincolante la presenza di quelle scuole». E infatti, dice il comitato, il 4 febbraio si svolgerà in Provincia la «conferenza dei Servizi che riguarderà esclusivamente questa pratica.

inceneritoreAbbiamo già fatto richiesta formale per partecipare a questa importante riunione, ma non è detto che saremo invitati, chiediamo quindi all’amministrazione comunale di Tolentino di farsi carico delle nostre richieste ribadendo che allo stato attuale non è possibile rilasciare un qualsiasi tipo di permesso per la realizzazione dell’inceneritore in quanto, secondo la normativa attuale, questi tipi di impianti non possono essere ubicati in prossimità dei centri abitati e delle funzioni sensibili quali ospedali o scuole». Il comitato aggiunge che «recentemente il consigliere regionale Sandro Bisonni ha proposto, e l’aula l’ha approvata, una norma regionale che ha aumentato le distanze dai precedenti 2 chilometri agli attuali 5 chilometri, pertanto è più che evidente che la presenza di un impianto del genere in quella zona non è compatibile né con le disposizioni del Piano regionale dei rifiuti, né con le attuali norme regionali in vigore. Inoltre auspichiamo che il comune di Tolentino voglia prendere in considerazione la nostra idea di realizzare una variante urbanistica al Piano regolatore che preveda un’area idonea ad accogliere un edificio scolastico che, precisiamo, non sarà in concorrenza con il polo scolastico programmato, ma al contrario potrà essere ad esso complementare. Infine lanciamo un appello anche a tutta la cittadinanza affinché si unisca al Comitato nella battaglia contro la realizzazione di questo inceneritore che non porterà, alla città, alcun beneficio e al contrario, la combustione di circa 35mila tonnellate all’anno di fanghi di depurazione, comporterà importantissimi impatti negativi sulla nostra comunità martoriata dal sisma e dalle pressioni ambientali già esistenti».

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