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Autovelox a Belforte,
interrogazione in consiglio

CONTROLLI - I consiglieri di minoranza chiedono risposte sui dispositivi che leggono la velocità in superstrada e segnalano proteste degli automobilisti
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di Monia Orazi

«Vorremmo capire se ci sono stati dei problemi negli ultimi mesi in merito al servizio autovelox in superstrada e se viene svolto in maniera regolare; sapere inoltre come è suddivisa la gestione dei proventi dell’autovelox, quanto va al Comune e quanto all’Unione montata e pure avere chiarimenti in merito alle spese per dover pagare le tante figure assunte come vigili da parte dell’Unione montana dei Monti azzurri». A chiederlo in un’interrogazione al sindaco di Belforte, Alessio Vita, sono i consiglieri del gruppo di minoranza Belforte Insieme, Roberto Paoloni, Mario Antinori e Catia Cappellacci. «Un gesto davvero encomiabile quello del gruppo Belforte Insieme – spiega Giovanni Battista Torresi, ex assessore provinciale che ha fondato un frequentato gruppo Facebook che si occupa dell’uso anomalo di autovelox in superstrada – il fatto di presentare un’interrogazione per fare chiarezza sull’effettivo utilizzo di questo strumento. Ricordo che ogni automobilista deve rispettare il codice della strada, ma anche che l’autovelox ha finalità di prevenzione e deve essere utilizzato secondo le modalità previste dalla legge. Chiedo a tutti i gruppi di minoranza dei Comuni che utilizzano l’autovelox in superstrada, di seguire l’esempio di Belforte». I consiglieri di Belforte, dopo aver ricordato che il Comune ha firmato insieme ad altri una convenzione con l’Unione montana dei Monti Azzurri, per il servizio associato di polizia municipale che si occupa per tutti anche dell’autovelox rilevano che «negli ultimi mesi si sono però evidenziate numerose proteste da parte di automobilisti e vari comitati sia sui social sia sulla stampa, relativi allo svolgimento del servizio autovelox in superstrada che sembra non venga svolto in maniera corretta secondo tantissime segnalazioni, il tutto correlato da foto e video dove si parla addirittura di sistemi simili a veri agguati. Nella fattispecie così la stampa è tornata ad occuparsi di Belforte, come era anche nelle intenzioni del sindaco Vita durante le sue tante dichiarazioni, ma purtroppo non relativamente alle sue bellezze – scrivono i consiglieri – ma con un ritorno agli albori del passato ovvero quando il nome del nostro paese era legato al solo strumento dell’autovelox in superstrada. Una nomea che ci ha contraddistinto in determinati periodi amministrativi, dove si compensava all’incapacità amministrativa di trovare risorse, utilizzando lo strumento dell’autovelox non più legato alla sicurezza, ma alla sola intenzione di fare cassa». Concludono i consiglieri di Belforte Insieme: «Dispiace non aver fatto capire in cinque anni di amministrazione della giunta Paoloni che è possibile gestire un bilancio comunale senza doversi accanire sugli automobilisti, distinguendo il concetto così di sicurezza sulle strade con quello della semplice ricerca di denaro. Dagli articoli il comitato “No Autovelox” segnala che il servizio non viene svolto secondo la norma vigente e dice di aver per questo segnalato la cosa agli enti competenti».

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